Audizione della Cia presso la Commissione Agricoltura della Camera Dei Deputati

Postato da Redazione on Mar 5th, 2010 e file sotto Agricoltura, Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

ciaSuona il campanello d’allarme per le nocciole “made in Italy”, ma soprattutto per la salute dei consumatori. A farlo squillare sono le produzioni turche e gli alti valori di aflatossine che contengono. La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che, nel corso di un’audizione presso la Commissione Agricoltura della Camera, ha chiesto un urgente e straordinario intervento da parte del governo italiano per contrastare, in accordo con l’intera filiera, l’iter, già avviato da parte dell’Unione europea, di modifica dell’attuale normativa comunitaria, con la quale s’innalzano i tetti massimi di aflatossine consentiti sulla frutta a guscio. Una misura, approvata il 15 ottobre scorso, nonostante la netta contrarietà dell’Italia, da parte del Comitato permanente per la catena alimentare europea presso la DG Sanco, che avrebbe effetti devastanti per la nostra produzione e aprirebbe ulteriormente le porte all’importazione turca di un prodotto che, rispetto a quello italiano, ha, appunto, grossi problemi di contaminazione da aflatossine.

La delegazione della C.I.A. composta dal Presidente Provinciale Coretti,dal responsabile del settore nazionale Enzo Mastrobuono e dal dirigente provinciale nonché corilicoltore Fabrizio Pini ha inoltre chiesto al governo italiano di prevedere, sin da oggi, nel caso di una futura crisi di mercato delle nocciole italiane, l’avvio di una procedura di richiesta di clausola di salvaguardia contro l’import turco, a livello comunitario, per difendere le produzioni italiane.

La Cia considera, inoltre, necessario rivedere e rafforzare il sistema dei controlli fito-sanitari ai posti di frontiera italiana. Il prodotto turco che entra in Italia deve essere maggiormente soggetto, come numero di campioni esaminati, alla verifica dei livelli di aflatossine (o altri contaminanti) presenti. In sostanza, si chiede maggiore efficienza nell’individuazione delle partite a rischio.

La crisi di mercato delle nocciole, che già oggi interessa le nostre produzioni, deve, però, essere affrontata -afferma la Cia- con determinazione attraverso un Piano di settore nazionale, che deve essere predisposto in tempi brevi.

E’ altrettanto importante, secondo la Cia, la richiesta di un adeguamento del sostegno europeo alla corilicoltura in proporzione a quello che è stato adottato dal governo turco. Anche questa è una misura decisiva per impedire una forte flessione produttiva del comparto. Il sostegno dovrebbe essere destinato direttamente all’agricoltore.

Per ultimo, la Cia ritiene strategico per il comparto delle nocciole il rafforzamento degli accordi di filiera che siano, tuttavia, espressione di tutti i soggetti economici del settore.

Ad illustrare le proposte della Cia nazionale è stato Fabrizio Pini, imprenditore corilicoltore di Carbognano e dirigente provinciale della Cia di Viterbo “ Abbiamo illustrato le problematiche del settore delle nocciole, un settore determinante per la provincia di Viterbo e abbiamo chiesto di far rivedere la percentuale di aflatossine che deve essere presente nelle nocciole. Secondo noi sono necessari l’aumento dei controlli alle dogane delle nocciole importate soprattutto dalla Turchia, un sostegno al reddito dei corilicoltori ed un rafforzamento degli accordi di filiera, senza aver adottato queste misure sarà difficile competere con gli altri paesi, soprattutto in vista dell’apertura degli scambi commerciali nell’area del mediterraneo prevista nel 2010”  A sostegno dell’intevento di Pini , il presidente della Cia di Viterbo Coretti “ Abbiamo richiesto il rispetto del principio di reciprocità cioè l’assoluto rispetto delle stesse regole da parte di tutti quanti gli imprenditori corilicoltori soprattutto nell’area del mediterraneo”.

 

Comments are closed