Guido Bertolaso risponde alle dieci domande postegli ieri da Eugenio Scalfari nell’editoriale su Repubblica: e una lunga lettera del direttore della Protezione Civile si conclude con un invito alla libera stampa a non “spandere fango” e ad aspettare le risultanze delle inchieste. Bertolaso, al centro delle polemiche perché indagato per l’inchiesta fiorentina sulla corruzione per le grandi opere che ha portato a 4 arresti, scrive “Rispetto l’opinione pubblica, al punto di essermi fatto un punto d’onore nel meritare la fiducia dei cittadini, ma non credo le si renda servizio spargendo illazioni, informazioni non verificate, sospetti, teoremi di colpevolezza data per certa quando nessun giudice si è pronunciato. Questo sì, in violazione dei principi costituzionali. La libera stampa, se sviscera gli elementi di prova addotti dai giudici per una loro decisione, può rendere un servizio ai cittadini e al Paese. Quando spande fango, meno”. Bertolaso risponde anche alle numerose domande del fondatore di Repubblica sulla trasformazione della Protezione Civile in SpA (legge attualmente in discussione ma sostanzialmente bloccata dalle polemiche seguite all’inchiesta). Per il direttore della Protezione Civile il senso della legge non è affatto questo. “Il decreto legge non prevede affatto la trasformazione della Protezione Civile in società per azioni, la quale viceversa, con personale capace e preparato, continuerà nella sua missione. La Spa è uno strumento tecnico in più, che, con l’esperienza acquisita nelle emergenze, non ultima quella aquilana, rimette nella mani del “Pubblico” competenze da “general contractor” che la pubblica amministrazione ha perso negli ultimi decenni, rendendola nuovamente in grado di seguire giorno per giorno i lavori di cui lo Stato è committente e sottraendosi al ricatto del “mercato”. (apcom)
NELL’INCHIESTA ANCHE POLITICI DEL PDL Anche politici del Pdl nelle carte dell’inchiesta di Firenze sugli appalti della Protezione Civile. E’ il ‘Corriere della sera’ a riportare stralci dell’informativa del Ros dei Carabinieri, sezione Anticrimine di Firenze, che il 15 ottobre scorso riferiva ai magistrati il presunto intreccio di corruzione e altri legami tra gli uomini che circolavano intorno alla Protezione civile e un gruppo di imprenditori: e dal rapporto emergono i nomi del coordinatore Pdl Denis Verdini, del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, e dei parlamentari Pdl Mario Pepe e Guido Viceconte. In particolare, il ‘Corriere’ pubblica diverse conversazioni tra Verdini e Riccardo Fusi, presidente della Bpt, e tra Fusi e Matteoli. Mentre di Pepe e Viceconte il ‘Corriere’ riporta la sintesi dell’informativa dei Ros: “Sono interessati nel far aggiudicare lavori pubblici all’imprenditore Ballari”. Ma non sono le uniche intercettazioni pubblicate oggi dai giornali. Sempre sul ‘Corriere’ e anche su ‘Repubblica’, vengono pubblicate le trascrizioni di conversazioni telefoniche del 14 dicembre 2008, tra Guido Bertolaso e il gestore del Salaria Sport Village Rossetti, e tra quest’ultimo e una ex soubrette brasiliana, Regina Profeta: si organizza un incontro, quella stessa sera, tra Bertolaso e una ragazza brasiliana di nome Monica. Secondo le intercettazioni, l’incontro avviene tra le 21,30 e le 23 circa. Durante, l’imprenditore Anemone si informa con Rossetti: “E’ come se avessimo guadagnato cinquecento punti”, dice con soddisfazione. Poi, ‘Repubblica’ riferisce di un’intercettazione tra le due donne brasiliane in cui si scenderebbe nei dettagli dell’incontro con Bertolaso: Monica assicurerebbe che il sottosegretario sarebbe rimasto “contento”. Rossetti parla invece con il factotum Stefano: “Ho cercato tracce di preservativi, ma non l’ho visti”.
IRS: «RIFARE GARE D’APPALTO» Indipendentzia Repubrica de Sardigna (Irs) ha preso posizione sui lavori per il G8 a La Maddalena, che definiscono «ennesimo esempio di malaffare italiano», chiedendo che Regione sarda e Provincia si costituiscano parte civile e che le gare d’appalto vengano rifatte in maniera trasparente. «È necessario – ha affermato Irs – che le comunità locali diventino in prima persona soggetti depositari della proprietà e del controllo su queste aree». Gli indipendentisti dell’Irs hanno invitato i sardi e gli abitanti de La Maddalena, «a riflettere se sia ancora lecito credere alle promesse di chi continua a sfruttare il nostro territorio lasciando in cambio solo inganni e disperazione». «Dopo aver investito milioni di euro per un evento mai svoltosi – ha spiegato Irs – dopo aver operato in deroga alle leggi di tutela, oggi a La Maddalena rimangono solo macerie. Alberghi di lusso che cadono a pezzi o non ultimati e aree in stato d’abbandono. È chiaro qual è il contributo che dà lo Stato italiano alla Sardegna: illusioni, sfruttamento e rapina».
«ERANO SOLO MASSAGGI» «Bertolaso chiedeva sempre di Francesca perchè è specializzata nel tipo di massaggio che lui chiedeva: aveva delle problematiche alla schiena e alla cervicale». A spiegarlo al Tg1 è Tatiana Marsili, del Salaria Sport Village, il circolo sportivo romano frequentato come socio dal sottosegretario Guido Bertolaso, coinvolto nell’inchiesta sugli appalti del G8. «Francesca – spiega ancora la dipendente – è la responsabile tecnica del nostro centro estetico beauty, è lei che coordina tutto». Poi la ragazza mostra alle telecamere le cabine della fisioterapia, affermando che «quelle per i massaggi specifici sono solo due» e soffermandosi sul fatto che «le porte sono scorrevoli, senza serratura, e senza la possibilità di chiudersi dall’interno». Nel circolo sportivo, spiega poi il direttore generale del Salaria Sport Village Stefano Morandi, «lavorano a vario titolo di contratto circa 200 dipendenti, in tutte le aree. Tutti ci auguriamo che la magistratura faccia piena luce al più presto su tutta la vicenda, in quanto teniamo al nostro posto di lavoro».
COSA SCRIVE IL GIORNALE DI FRANCESCA Ha conosciuto Guido Bertolaso al centro estetico del Salaria Sport Village. E gli ha fatto solo «massaggi rilassanti decontratturanti» per la cervicale. Sono alcuni dei passaggi del verbale di Francesca, la fisioterapista al centro delle intercettazioni, raccolto dagli avvocati del capo della Protezione Civile e pubblicato dal Giornale. «Sono dipendente del Salaria Sport Village da circa due anni e qualcosa» risponde agli avvocati Francesca, 43 anni, ricoverata in ospedale per un intervento chirurgico. «Sono un’estetista qualificata, specializzata alla scuola di estetica moderna di Roma, riconosciuta dalla Regione Lazio. Ho ottenuto il diploma con il massimo dei voti». E il capo della protezione civile, dice Francesca nelle dichiarazioni riportate anche dal Corriere della Sera, «cercava proprio me perchè sono specializzata in 15 tipi diversi di massaggio. Il dottore soffre da tempo per una contrazione delle vertebre della colonna ed è afflitto anche dalla cervicale. Quelli sono i massaggi che mi chiedeva, e solo quelli…». Solo rapporti «di natura professionale – ribadisce anche nel verbale – e non l’ho mai frequentato al di fuori del centro estetico». Tra l’altro, precisa, «le cabine dove si effettuano i massaggi hanno una porta scorrevole senza serratura, che anche chiuse lasciano sempre uno spiraglio di visibilità». «Questa storia falsa – si legge ancora sul Corriere – mi ha distrutta. Ma voglio reagire, voglio che mi venga restituita al più presto la mia dignità».
“MAI APPUNTAMENTI CON MONICA” «Non conosco tale signora nè ci sono stati mai con lei appuntamenti di qualsiasi genere». Così il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, attraverso il suo avvocato Filippo Dinacci, ribadisce di non avere alcun legame con la brasiliana Monica, chiamata in causa dalla Procura di Firenze come la donna che avrebbe avuto prestazioni sessuali con lui all’interno del Salario Sport Village di Roma. E proprio in merito alle notizie apparse oggi su alcuni giornali, secondo cui la donna sarebbe stata ascoltata dai carabinieri, confermando di avere incontrato il capo della Protezione Civile, l’avvocato Dinacci sottolinea che «se qualcuno ha reso diverse dichiarazioni davanti all’autorità giudiziaria, fermo restando la massima fiducia nella magistratura, se ne assumerà la responsabilità». «In ogni caso – conclude il legale – sorprende la grande attenzione che certa stampa riserva a temi del tutto ininfluenti ai fini del processo».
DOMANI DECISIONI SU ARRESTATI È attesa per domani, al massimo dopodomani, secondo quanto si è appreso, la decisione del gip di Firenze Rosario Lupo sulle istanze di scarcerazione presentate dai legali di almeno tre dei quattro arrestati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti: Angelo Balducci, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone. Domani il gip dovrebbe acquisire il parere dei pubblici ministeri e quindi pronunciarsi sul punto. I tre indagati sono tutti detenuti a Roma (il quarto Fabio De Santis è invece recluso a Milano) e sono usciti dall’ isolamento. Alcuni di loro, come Balducci, hanno incontrato i propri difensori e fornito indicazioni per l’acquisizione di documenti da loro ritenuti utili per la difesa.
LETTA: “MAI PROTEZIONE CIVILE PRIVATA” «Anche io mi arrabbierei se qualcuno pensasse di trasformare la protezione civile in società privata, ma non è così e chi lo dice non dice il vero. La protezione civile è e rimane un Dipartimento della presidenza del Consiglio con le sue strutture, le sue funzioni e le sue regole che restano pubbliche». Lo ha affermato Gianni Letta sottosegretario alla Presidenza del Consiglio rispondendo ad una domanda in proposito al termine della visita del Papa all’ostello della Caritas alla Stazione Termini di Roma. Letta ha quindi ribadito che Bertolaso potrà continuare a lavorare con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e con lo stesso impegno.
«Con il decreto si era solo pensato di dotare la protezione civile di uno strumento ulteriore, aggiuntivo, che le consentisse – ha spiegato Letta – di operare, in determinate circostanze, con maggiore flessibilità ed efficacia». « Sono personalmente convinto – ha aggiunto – che come in tutti questi anni nelle emergenze drammatiche e ‘nei grandi eventì ha operato con successo senza questo ulteriore strumento, la Protezione civile di Bertolaso potrà tranquillamente continuare a farlo con gli strumenti abituali e con lo stesso spirito e lo stesso impegno. Questi sì- ha concluso – sono i veri strumenti del successo».
BERLUSCONI, WEEKEND BLINDATO Week-end blindato per Silvio Berlusconi a Villa Certosa. Arrivato ieri mattina, alle 11:30, all’aeroporto di Olbia a bordo dell’Airbus 319 bianco griffato Repubblica Italiana, decollato da Ciampino, il presidente del Consiglio e ripartito oggi con lo stesso aereo alle 16:25, senza mai uscire dalla residenza di Porto Rotondo. La pioggia e il freddo, che stamattina hanno fatto da padroni in Gallura dopo la bella giornata di ieri, hanno evidentemente sconsigliato al premier di uscire di casa, così come non ce stata alcuna gita in barca, come si ipotizzava ieri. Solo qualche passeggiata nel parco della villa che s’affaccia sul mare di Punta Lada e poi tanto lavoro al telefono per il capo del Governo, alle prese in questi giorni con il caso Bertolaso.
Tra l’altro Porto Rotondo non è distante da La Maddalena, teatro dei presunti illeciti commessi per i lavori del G8 (poi trasferito all’Aquila) sui cui indaga la Procura di Firenze. Nell’isola si vive con apprensione per il timore che questa inchiesta possa cancellare eventi internazionali già programmati, come la Luis Vuitton Cup di vela, in calendario tra maggio e giugno nel cristallino mare dell’arcipelago. Proprio la vicinanza tra Villa Certosa e la Maddalena aveva fatto anche ipotizzare una visita del premier nella sede inizialmente scelta per il G8 del 2009. Così non è stato. Berlusconi ha preferito trascorrere il week-end in tutto relax, in vista dei prossimi appuntamenti che lo vedranno impegnato nella campagna elettorale per le amministrative.
A Villa Certosa il Cavaliere era giunto ieri, per la sua prima trasferta sarda del 2010 e anche la prima dopo l’aggressione subita a Milano, il 13 dicembre scorso, quando venne colpito e ferito al volto. Era dal 29 ottobre scorso – quasi quattro mesi fa – che Berlusconi non tornava nella sua storica residenza estiva. Anche allora trascorse la domenica in casa dopo aver partecipato, il giorno prima, ad un convegno organizzato dall’Enac ad Olbia. Blindato, come sempre, l’accesso a Villa Certosa, inavvicinabile per curiosi e giornalisti, presidiato dalle pattuglie dei Carabinieri della Stazione di Porto Rotondo e via mare dalle motovedette dell’Arma. Nella nota località turistica – ma praticamente vuota fuori stagione – nessuno oggi ha visto il premier. Deserta la famosa Piazzetta, con tutte le attività commerciali chiuse, solo qualche bar rimane aperto anche d’inverno. «Berlusconi? Questa volta non si è fatto vedere, con questa pioggia poi… – commenta il titolare di un bar del borgo, non distante da Punta Lada – ma lo aspettiamo la prossima estate».