Da un anno dirigo la Coldiretti del Lazio dopo 20 anni di direzioni in giro per l’Italia, e sempre in completa sintonia con la mia Confederazione continuo a fare “Battaglie a tutela del Made in Italy e delle imprese agricole che producono i migliori prodotti italiani per il gusto e il benessere dei cittadini e ovviamente per un proprio giusto reddito”.
Oggi, che sono tornato nella mia terra, nel mio ruolo di Direttore della più grande Organizzazione agricola Italiana finalmente lavoro per la tutela e il sostegno dell’agroalimentare Made in Lazio e dei soci Imprenditori miei conterranei.
Il 6 di Luglio insieme a 400 Imprenditori agricoli laziali, e alle migliaia di produttori agricoli provenienti da tutta Italia, all’alba ci presentiamo alla frontiera del Brennero e decidiamo anche con il valido aiuto delle Forze dell’Ordine, di controllare tutti i prodotti provenienti da lavoro della terra, di altri Stati.
Passa di tutto , latte, carne, prosciutto, ortofrutta, pomodori ecc. e tutto questo non è contestabile, siamo nell’era moderna, la globalizzazione la fa da padrona, è giusto così, però non è giusto tradire i consumatori italiani che debbono assolutamente sapere, cosa mangiano, se mangiano prodotti italiani al 100%, o prodotti italiani lavorati con materie prime di altri Paesi, che producono con regole che noi non possiamo certificare, come invece Coldiretti e la nostra Fondazione Campagna Amica fanno, con l’ormai famoso prodotto a Km 0 .
Alle 9.30 del 6 di Luglio passa davanti ai miei occhi un tir con un autocisterna di 25 mila litri di latte tedesco, che alle spalle ha già una giornata di percorso, che blocchiamo.
Le Forze dell’Ordine si accertano del prodotto trasportato “latte” della provenienza “ Germania” della destinazione “Sonnino”( provincia di LT) Bene, oggi ho deciso di mettermi in automobile e fare un giornata insieme al Tir che trasporta latte tedesco.
La prima tappa a Rovereto, dove io e l’autista mangiamo un panino e dormiamo fino alle ore 15.00 e poi via di nuovo giù verso il Sud, verso il mio Lazio, dove le industrie di trasformazione del latte, tutte insieme nessuna esclusa, lavorano 9.500.000 litri di latte all’anno di cui circa 5.000.000. sono stranieri.
A Firenze prendiamo un caffè e mentre prendiamo un caffè penso che i cittadini miei conterranei del Lazio, debbono venire a conoscenza che questi 25.000 litri di latte fresco arriveranno in provincia di Latina, i miei conterranei debbono pur domandarsi “ Ma con questo latte, cosa si fa, forse yogurt?, forse formaggio?, forse mozzarelle ? ma sull’etichetta di questo yogurt, di questo formaggio, di queste mozzarelle, c’è scritto che il latte utilizzato è tedesco ? BO !”.
Poi mi domando perché ai 2000 allevatori laziali che ancora resistono, un litro di latte nel Lazio viene pagato da 30 a 35 centesimi e che per produrlo gli costa 42 centesimi al litro?
Allora mi dico, Coldiretti Lazio ha fatto bene, ha fatto il suo dovere un mese fa a protestare davanti ai cancelli della più importante industria lattiero casearia nel Lazio.
All’improvviso penso e telefono ad un amico giornalista e gli dico, prendi la telelecamera e raggiungimi a Orte perché facciamo sapere ai cittadini laziali, come è bravo e bello il tir pieno di latte tedesco e così lo accompagniamo a destinazione.
Penso, che arriveremo a destinazione verso le 9.00/9.30 di domani perché il camionista ha fermato il tir e ha deciso di dormire.
Allora, quasi quasi chiamo anche i miei amici allevatori di Latina e gli dico prendete qualche bandiera gialla della Coldiretti e quando arriviamo a destinazione diamo il benvenuto al camion di latte tedesco e lo ringraziamo del fatto che grazie a lui, il latte fresco, di qualità di casa nostra rende una miseria al produttore e che presto finirà perché non conviene più produrlo.
Alle 9.30 del giorno 7 Luglio, finalmente arriviamo a Sonnino davanti ai cancelli del caseificio che ha comprato il latte tedesco, ci sono 50 allevatori con bandiere e fischietti, o guarda un po’ c’è anche qualche telecamera di emittente televisiva e allora decido di parlare e di raccontare l’avventura e dire che oggi si può confermare che il latte del Lazio parla anche tedesco.
Allora, Presidente Polverini è ora di scendere in campo, è ora di prendere il toro per le corna, bisogna rilanciare la zootecnia laziale, bisogna far si che il prezzo aumenti alla stalla, altrimenti le mozzarelle, i formaggi, gli yogurt, il latte fresco a Km 0 , della campagna romana e laziale si vanno a fare benedire.
Basta, la misura è colma, l’industria del latte del Lazio non deve più prenderci in giro, la maschera è caduta.
Aldo Mattia
Direttore Coldiretti Lazio
