Colpi di mortaio e bombe hanno colpito Baghdad e principalmente città sunnite in tutto il Paese, in coincidenza con le seconde elezioni in Iraq per rinnovare il Parlamento dall’invasione Usa del 2003.
Dodici persone hanno perso la vita in un’esplosione in un edificio residenziale a Baghdad, hanno riferito fonti del ministero degli Interni. Quattro persone sono morte in uno scoppio in un altro edificio della capitale.
Il corso politico in Iraq sarà decisivo per i piani del presidente Usa Barack Obama di dimezzare le truppe americane nel Paese nel giro dei prossimi cinque mesi in vista del completo ritiro entro la fine del 2011. Sarà anche osservato con attenzione da società energetiche che si sono impegnate a investire miliardi di dollari nei vasti campi petroliferi del Paese.
Gli elettori nel Paese diviso etnicamente e per fede religiosa possono scegliere tra partiti principalmente sciiti che hanno dominato l’Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein e i loro avversari laici.
Il primo ministro Nuri al-Maliki, uno sciita, ha esortato tutti i partiti ad accettare il risultato delle elezioni.
“Chi vince oggi potrà perdere domani e chi perde oggi magari vincere domani”, ha detto al-Maliki dopo aver deposto la sua scheda nell’urna di un seggio della Zona Verde fortificata.