“La lotta alla legalità e alla trasparenza per combattere il lavoro nero si fa sempre più duro al Cargest di Guidonia, i nuovi mercati generali di Roma. Inevitabile, del resto, se i numeri hanno ancora un valore. Perché i dati raccolti negli anni sono sconcertanti: nel 2004 furono allontanate dal Car 4.950 persone entrate per offrire il loro lavoro a basso costo. Nel 2005, 10 mila e 12 mila nel 2006, poi 16 mila nel 2007 e nel 2008 circa 20 mila. Nei primi nove mesi di quest´anno sono stati invece 13.817 gli allontanamenti che sembrano accreditare un´inversione di tendenza”. Lo scrive Alessandra Paolini su La Repubblica. “L´inversione è dovuta anche al maggior investimento che il Cargest sta facendo su questo fronte – prosegue l’articolo -’Circa due milioni di euro, il 15 per cento del bilancio – spiegano dalla società di gestione del Centro Agroalimentare – vengono spesi ogni anno per servizi e interventi di prevenzione e repressione del lavoro irregolare. Svolto anzitutto da stranieri senza documenti che violano le norme di soggiorno in Italia e nella quasi totalità dei casi (il 94 per cento) utilizzato dai clienti esterni che si riforniscono al Car’. L´ultimo provvedimento sarà tappezzare lungo il perimetro dei 140 ettari recintati del Car tra Tiburtina e Aniene di cartelli fosforescenti visibili al buio per spiegare in italiano, arabo e più in là in polacco e romeno i rischi che si corrono ad essere irregolari e ad accettare un lavoro in nero: identificazione, arresto, rimpatrio”.