
Nei primi nove mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, emerge, in base alle rilevazioni dell’Ismea, una sostanziale stabilita’ degli acquisti domestici di prodotti agroalimentari.
Il consumatore appare ancora cauto e, sebbene non riduca i volumi acquistati, tende ricorrere maggiormente alle promozioni, ai primi prezzi (le private label detengono attualmente una quota del 15%) e agli acquisti effettuati presso i canali piu’ convenienti, come i discount.
Anche a fronte di prezzi stabili, quindi, il consumatore non sembra ne’ aumentare le quantita’ di acquisto, ne’ riorientare la composizione della spesa verso un carrello complessivo di maggior valore, anzi il fenomeno a cui assistiamo da tempo e’ un impoverimento del basket di spesa.
Nel dettaglio, nel terzo trimestre del 2009, sulla base di dati provvisori, si stima che gli acquisti domestici in quantita’ di prodotti alimentari risultino invariati rispetto al trimestre precedente, ma in flessione nei confronti dello stesso periodo del 2008.
In questi tre trimestri del 2009 si osservano contrazioni nella domanda di derivati dei cereali, ascrivibili tuttavia totalmente ai derivati del frumento, mentre tiene sostanzialmente il consumo di riso.
Riduzioni si rilevano anche per la carne bovina, per l’olio di oliva, nonostante i forti ridimensionamenti dei prezzi, e per i vini e spumanti. Tra questi ultimi, alla flessione della domanda riscontrata per i vini senza denominazione si e’ aggiunta anche quella dei vini Doc-Docg, mentre una lieve ripresa si registra per gli spumanti.
Invariati gli acquisti domestici di carne avicola e suina, di salumi, di latte e derivati. Una domanda piu’ vivace, invece, si rileva nel periodo di analisi per i prodotti ittici, gli ortaggi e la frutta.
Sulla base dei dati finora disponibili e delle tendenze piu’ recenti sono state elaborate anche le stime sull’andamento dei consumi domestici per l’intero 2009. Si conferma, come gia’ indicato precedentemente, che nel complesso le quantita’ domandate di prodotti agro-alimentari dovrebbero attestarsi sugli stessi livelli dell’anno passato, a fronte di una lieve riduzione della spesa dovuta ai ridimensionamenti dei listini.
Nel dettaglio, le voci che attualmente stanno manifestando una flessione della domanda rimarranno in terreno negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi per i derivati dei cereali, per l’olio di oliva e per i vini e spumanti, mentre dovrebbe peggiorare la situazione per la carne bovina.
Potrebbe rallentare, invece, la domanda di frutta, carne avicola e prodotti ittici. Per quanto riguarda il dettaglio per area geografica, i consumi domestici risultano in lieve aumento nel Nord-Est e nel Centro, in leggera flessione nel Nord- Ovest e stabili al Sud.
In relazione ai diversi canali di vendita, alla stabilita’ degli acquisti effettuati presso supermercati, ipermercati e dettaglio tradizionale, ha fatto riscontro una crescita delle vendite dei discount e dei liberi servizi e una contrazione presso i restanti canali.
I discount in particolare presentano aumenti di poco inferiori ai dieci punti percentuali, un andamento che solitamente caratterizza i periodi di congiuntura sfavorevole.
(Fonte: Agrapress)