E’ Vittorio Valentini, responsabile del Laboratorio Mobile dell’Istituto Sperimentale di Rfi a commentare i risultati delle indagini sull’inquinamento acustico a Latina. “Nell’arco delle tre giornate di misurazione, si sono avuti superamenti del limite consentito dalla legge, per quanto riguarda l’inquinamento acustico, di oltre 11 dB nelle ore notturne. La componente principale che ha contribuito ad aumentare i livelli di rumore e’ stato un traffico veicolare molto sostenuto, composto prevalentemente da mezzi leggeri, con saltuari passaggi di mezzi di trasporto pubblico. Sarebbe inoltre auspicabile e urgente che il Comune provvedesse a studiare ed applicare un piano di zonizzazione acustica, per stabilire delle fasce di protezione e tutelare la cittadinanza dall’inquinamento acustico”. “Si mantengono bassi i valori del Pm10 di Latina nel weekend appena trascorso – afferma Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio -, ma la valutazione complessiva dell’inquinamento della regione portano a spostarsi su considerazioni di ben altro valore. I dati ufficiali attestano, infatti, che Latina ha gia’ raggiunto 13 giorni di superamenti rispetto ai 35 previsti dalla legge nell’arco di dodici mesi, una somma collezionata nei soli primi mesi del 2010 e gia’ oggi a meta’ degli sforamenti totalizzati nel corso dell’intero 2009. Di rilievo il fatto che tra i capoluoghi laziali peggio di Latina hanno fatto finora, senza eccessivo scarto, solo Roma, tuttora a 15 superamenti e Frosinone, che si avvia a confermare il primato negativo dello scorso anno, con ben 40 giorni di superamenti nel 2010 contro i 122 del 2009. Migliorano la prestazione regionale Rieti, ferma a 6 e Viterbo con solo un giorno. Per noi, la lettura di questi dati costituisce la prova del totale disinteresse politico al miglioramento della mobilita’ delle grandi citta’, la componente principale dell’inquinamento atmosferico; in particolare per Latina cio’ e’ emerso nel vuoto di provvedimenti che non hanno favorito l’uso del trasporto pendolare da parte di un numero maggiore di utenti e lo spreco di tempo e risorse nella rincorsa all’assurdo progetto del corridoio tirrenico meridionale, che ha penalizzato la realizzazione piu’ urgente della messa in sicurezza della statale pontina. Non abbassare la guardia – conclude Parlati – non e’ percio’ solo necessario, ma d’obbligo dal momento che monitoraggio e informazione sono gli strumenti piu’ rapidi e opportuni per garantire la tutela della salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente in cui vivono”.