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	<title>Viterbo Live &#187; Cronaca</title>
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		<title>Inseguimento per il centro storico: arrestato pusher</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 12:25:02 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" rel="attachment wp-att-22279" href="http://www.viterbolive.com/cronaca/inseguimento-per-il-centro-storico-arrestato-pusher/attachment/volante_in_corsa-400x300/"><img class="alignleft size-medium wp-image-22279" title="volante_in_corsa--400x300" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/09/volante_in_corsa-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Fuori servizio e in borghese il Colonnello Dell’Agnello era a cena con alcuni  colleghi – tra cui il luogotenente Maurizio Iannaccone – in un  ristorantino in piazza del Gesù. Poco distante c’era lui: un energumeno  alto un paio di metri e robusto di corporatura, impegnato a spacciare  alcune dosi di hashish ad un 38enne viterbese in via San Lorenzo.</p>
<p>Da piazza del Gesù, Dell’Agnello e i suoi uomini avevano osservato  tutto. Ed è scattata l’azione. Si sono avvicinati ai due e il pusher,  dopo essersi disfatto di un contenitore in cui era occultata la droga,  se l’è data a gambe levate per il quartiere medievale. Inseguito a breve  distanza dai carabinieri.</p>
<p>La fuga di S.F., 32enne di origini senegalesi, comunque è durata  davvero poco: scendendo a tutta velocità le scale che da piazza della  Morte conducono in via Sant’Antonio, lo straniero si è letteralmente  schiantato contro una Bmw che, proprio in quel preciso istante,  transitava in loco. Il senegalese ha riportato solo  qualche lesione. La coincidenza  fortuita, comunque, ha permesso ai militari di bloccare il pusher,  portarlo nella caserma di via de Lellis ed arrestarlo.</p>
<p>“Nel corso dell’operazione – hanno spiegato dal Comando provinciale –  è stato recuperato e sequestrato l’involucro di stoffa del senegalese,  contenente 15 grammi di hashish già suddivisi in dosi pronte per la  vendita, insieme a 350 euro, presunto provento dell’attività di spaccio.  All’uomo che stava acquistando lo stupefacente – hanno concluso i  militari &#8211; sono stati sequestrati altri 4 grammi di hashish”.</p>
<p>Adesso, mentre il 38enne è stato segnalato all’Ufficio Territoriale  del Governo in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti, il  senegalese ha patteggiato otto mesi di reclusione durante il processo  per direttissima che si è svolto questa mattina.</p>
<p>Fonte: viterbonews24</p>
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		<title>CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DEL PRIMO CAPORAL MAGGIORE ROBERTO MARCHINI ISTITUITO IN PREFETTURA  UN  REGISTRO DI FIRMA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 14:30:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" rel="attachment wp-att-22147" href="http://www.viterbolive.com/primopiano/cordoglio-per-la-scomparsa-del-primo-caporal-maggiore-roberto-marchini-istituito-in-prefettura-un-registro-di-firma/attachment/815637-suicide/"><img class="alignleft size-full wp-image-22147" title="815637-suicide" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/815637-suicide.jpg" alt="" width="408" height="228" /></a>Viterbo, 12 luglio 2011 – Si comunica che, per iniziativa della Prefettura di Viterbo, è stato istituito presso questo &#8211; Ufficio Territoriale del Governo &#8211;  un registro di firma per tutti coloro che vogliano manifestare in modo diretto il loro cordoglio per la scomparsa del militare italiano, originario del Comune di Caprarola,   morto stamane in Afghanistan in seguito all’esplosione di un ordigno artigianale nel distretto di Bakwa.</p>
<p>Sarà possibile per tutti i cittadini manifestare  la propria vicinanza ai familiari del Primo Caporal Maggiore Roberto Marchini geniere – paracadutista dell’ 8^ Reggimento del genio Guastatori Paracadutisti di Legnago (Verona), dalla data odierna fino al giorno dei funerali.</p>
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		<title>Treno Roma Viterbo in fiamme, il personale ha tenuto la situazione sotto controllo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 14:22:07 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" rel="attachment wp-att-21864" href="http://www.viterbolive.com/cronaca/treno-roma-viterbo-in-fiamme-il-personale-ha-tenuto-la-situazione-sotto-controllo/attachment/40216_1_390x300/"><img class="alignleft size-medium wp-image-21864" title="40216_1_390x300" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/40216_1_390x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Scongiurato grave incidente ferroviario, grazie al tempestivo intervento del personale ATAC operante sulla ferrovia Roma Nord. Il treno partito da Piazzale Flaminio alle 12,57 e direttoa Viterbo a preso fuoco, per fortuna alcuni membri del personale si sono subito resi conto che usciva del fumo da una carrozza, poco dopo il macchinista ed il capo treno si sono resi conto che si erano verificati dei guasti alle resistenze, e sono intervenuti prontamente sul sistema elettrico. Il treno che doveva percorrere il percorso in direzione contraria è stato poi contattato e  alle 14,30 ha recuperato l’altro convoglio, portando le vetture presso l’officina di Catalano. Il peggio è stato scongiurato anche se qualche inconveniente ai passeggeri è stato indubbiamente causato.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese/cronaca-viterbese/9701-incendio-su-un-convoglio-della-ferrovia-roma-nord.html">occhioviterbese</a></p>
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		<title>CONSIGLIO LAZIO, ALLA PISANA INTITOLATA SALA A DI CARLO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 16:44:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-21852" title="mario di carlo" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/mario-di-carlo.jpeg" alt="" width="160" height="106" />Cerimonia di commemorazione ad un mese dalla scomparsa del consigliere Intitolata a Mario Di Carlo, questa mattina, una sala del Consiglio regionale del Lazio. La cerimonia è stata aperta dal presidente Mario Abbruzzese con un ricordo del consigliere regionale scomparso esattamente un mese fa. “La vita di Mario Di Carlo – ha detto Abbruzzese – è stata una testimonianza di bella politica”. A chiudere la commemorazione – nel corso della quale è stato proiettato un filmato sulla figura dell’uomo politico – è stata invece la presidente della Regione, Renata Polverini. “Lo conoscevo da quando eravamo ragazzi – ha detto la governatrice del Lazio – e non c’è nessuna parola che lo possa descrivere, era semplicemente: Mario Di Carlo”.</p>
<p>Annunciata dalla compagna di una vita, Valeria Brando, la costituzione di una fondazione a nome di Di Carlo per portare avanti i valori etici e le battaglie che furono dell’uomo politico. Hanno dichiarato il sostegno all’iniziativa Mario Cogliani Dezza, presidente di Legambiente e la stessa presidente Polverini. “Credo che la scelta di costituire una fondazione sia opportuna e giusta” ha detto il capogruppo Esterino Montino. Toccante ed applaudito il ricordo “sportivo” di Ambrogio Bona, già presidente della Rugby Roma.</p>
<p>Un lungo applauso ha infine accolto la caduta del telo che copriva la targa dell’aula “Di Carlo”, al cui interno resterà esposto il quadro “Omaggio a Keith Haring” realizzato dal consigliere regionale scomparso e donato dai familiari al Consiglio regionale del Lazio. Il presidente Abbruzzese ha invece fatto dono alla signora Brando di una targa ricordo e del dvd contenente il filmato commemorativo precedentemente proiettato in Sala Mechelli. Presenti alla cerimonia di intitolazione assessori e consiglieri regionali, consiglieri capitolini, rappresentanti della società civile e cittadini.</p>
<p><a href="http://www.italiatube.it/play.jsp?vid=1184">GUARDA IL VIDEO</a></p>
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		<title>Tsunami nel mediterraneo:è uno scenario probabile</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 16:39:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Giappone uno scenario da fine del mondo: onde alte fino a venti metri, il terremoto che lo precede raggiunge gli 8.9 della scala Richter. La costa Nord-Est del Giappone in pochi minuti viene devastata da un terribile terremoto e da uno tsunami. Migliaia di vittime e intere cittadine distrutte e altre abbandonate in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-21751" title="show_image_NpAdvSinglePhoto.php" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/show_image_NpAdvSinglePhoto.php_-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" />In Giappone uno scenario da fine del mondo: onde alte fino a venti metri, il terremoto che lo precede raggiunge gli 8.9 della scala Richter. La costa Nord-Est del Giappone in pochi minuti viene devastata da un terribile terremoto e da uno tsunami. Migliaia di vittime e intere cittadine distrutte e altre abbandonate in una desolazione inenarrabile<br />
E’ possibile che tale scenario possa essere replicato nel mare mediterraneo? Alcuni ricercatori europei studiano le possibilità che una situazione del genere si verifichi anche nelle coste dell’Europa meridionale. Ahmet Yalciner, geofisico turco dell’università di Ankara, considera il rischio molto serio. Yalciner è il coordinatore locale del progetto TRANSFER, che si propone di approfondire i processi dello tsunami nel Mediterraneo. Tale notizia è allarmante e andrebbe presa approfondita perchè spesso ciò che sembra impossibile diventa certezza. Vorrei aggiungere che il Mediterraneo è invaso da trivellazioni per la ricerca di giacimenti petroliferi.<br />
“Fethiye è collocata vicino alla faglia dell’arco ellenico, cioè in una zona di subduzione, dove la placca africana scorre sotto la placca egea. Abbiamo scoperto che ci sono molte analogie tra l’arco ellenico e l’arco di Sunda, vicino a Sumatra, quello che ha provocato lo tsunami del 2004 nel sudest asiatico. Dobbiamo confrontare questi dati per capire i meccanismi che generano lo tsunami”.<br />
Il coordinamento di tutti gli studi è in Italia, a Bologna. Il professor Stefano Tinti, geofisico dell’università di Bologna, studia i dati che giungono dalle stazioni di controllo dislocate in tutta Europa. Insieme al suo staff lavora per realizzare un sistema di monitoraggio e allarme in grado di informare in appena 20 minuti sul rischio tsunami.<br />
“ Se i maremoti se sono verificati anche nel passato si verificherano anche nel futuro. E naturalmente non abbiamo oggi nessun modo per proteggerci dal maremoto. L’unico modo è quello di istituire, di stabilire anche qui nella zona euro-mediterranea “uno tsunami warning sistem” esattamente come c‘è nel Pacifico e come hanno cominciato a costruire nell ‘Oceano Indiano”.<br />
Sono stati elaborati programmi innovativi per valutare i rischi per le coste europee con l’obiettivo di aiutare la popolazione europea a reagire in modo piú efficace e piú rapido in caso di tsunami.<br />
“ Noi costruiamo degli scenari complessivi in cui mediante le nostre simulazioni possiamo sapere quali sono i tratti maggiormente colpiti; o conoscendo le forze associate alle onde noi possiamo sapere se sono resistenti, non resistenti, quali sono i ponti, le strade, le infrastutture che possono essere colpite, e per le quali quindi non è possibile che siano incluse nelle vie di fuga”.<br />
Per raggiungere questo traguardo, la cooperazione internazionale è essenziale. Ritorniamo a Fethiye e ad Ahmet Yalciner. Sta effettuando una visita di controllo a una stazione sismica, che sovrasta la città e il porto.<br />
Questi sismografi sorvegliano costantemente la situazione, registrano ogni minimo movimento del terreno. Una lieve attività sismica è normale per la regione. Per questo Fethiye e la zona limitrofa sono il luogo ideale per il progetto TRANSFER.<br />
“Abbiamo applicato questo sistema per calcolare i rischi di uno tsunami. Il nostro scopo è studiare attentamente gli effetti locali sia a Fethiye che a Rodi. Vogliamo capire meglio anche la vulnerabilità delle costruzioni che sorgono lungo la costa. Vogliamo stabilire gli effetti idrodinamici e la loro incidenza lungo le coste. Tutto ció ci servirà a tracciare la carta delle possibili inondazioni”.Da Fethiye i dati vengono trasmessi a Istanbul. Questa città del Bosforo è il ponte geofisico che unisce l’Europa all’Asia. Ha una lunga storia di terremoti alle spalle e quindi, almeno in teoria, anche di tsunami. Qui, all’osservatorio di Kandilli, Mustafa Erdik e il suo staff raccolgono i dati sull’attività sismica per un altro progetto, il SAFER. I ricercatori sperano che il loro lavoro possa servire, in futuro, a creare un sistema di allarme in grado di proteggere piú efficacemente la popolazione.<br />
“Sulla terra ci sono stati molti terremoti nell’ultimo miliardo di anni. Ma noi abbiamo potuto osservarli sono nell’ultimo secolo. Stiamo cercando di analizzare il fenomeno per anticiparlo. Ma fare previsioni in questo settore è molto difficile. I processi che portano ai terremoti e agli tsunami non sono lineari. Non ci sono criteri matematici e leggi fisiche dietro questi fenomeni”.<br />
Tutti gli studiosi concordano sul fatto che informare la popolazione sia fondamentale per prevenire situazioni drammatiche. Lo tsunami del sudest asiatico ha dato a tutti una lezione su come sia importante fornire informazioni corrette alle popolazioni che vivono sulle coste.<br />
“L’esempio piú evidente è quello delle isole Simeulue. L’epicentro del maremoto è stato localizzato ad appena 50 chilometri dalle coste dell’arcipelago abitato da 80 mila persone. Solo 8 persone sono morte. La spiegazione sta nel fatto che nelle isole si era già verificato uno tsunami nel 1907. Gli abitanti sapevano che dopo un maremoto, l’acqua si riversa sulle coste. Se la popolazione è a conoscenza degli effetti dello tsunami, puó mettersi in salvo da sola”.<br />
Gli sforzi degli scienziati europei sono rivolti proprio alla popolazione. I ricercatori stanno facendo il possibile per fornire qualche minuto in piú, qualche secondo in piú, a chi dovesse trovarsi nel mezzo di uno tsunami. Ma Uno tsunami è la causa di un terremoto di proporzioni elevate sulla scale Richter e gli edifici costruiti in Europa sarebbero abbattuti provocando morte e danni devastanti. Altro aspetto sono le centrali nucleari di vecchissima generazione e anche questo sarebbe un pericolo devastante. L’ipotesi di un terremoto simile a quello del Giappone ci porterebbe a considerare uno scenario apocalittico con centinaia di migliaia di morti, forse milioni. La scienza ad oggi può poco o nulla.</p>
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		<title>Benito Li Vigni e la tempesta sul Medditerraneo</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 13:26:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presso gli studi di Media Live, Benito Li Vigni ha spiegato ai politici italiani e ai telespettatori il problema Africano e la guerra Libica. Il 17 Dicembre 2010 scoppia in Tunisia “la rivolta del Gelsomini” , è dunque il risveglio della dignità Araba. Viene cacciato Ben Ali al potere da 1987, considerato dall&#8217;occidente un baluardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" rel="attachment wp-att-21330" href="http://www.viterbolive.com/cronaca/benito-li-vigni-e-la-tempesta-sul-medditerraneo/attachment/livigni-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-21330" title="livigni" src="http://www.viterbolive.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/livigni.jpg" alt="" width="295" height="290" /></a>Presso gli studi di Media Live, Benito Li Vigni ha spiegato ai politici italiani e ai telespettatori il problema Africano e la guerra Libica.<br />
Il 17 Dicembre 2010 scoppia in Tunisia “la rivolta del Gelsomini” , è dunque il risveglio della dignità Araba. Viene cacciato Ben Ali al potere da 1987, considerato dall&#8217;occidente un baluardo contro il Fondamentalismo Islamico, di fatto un oppressore del popolo tunisino. Dopo la Tunisia l&#8217;Egitto, nel Febbraio 2011 la rivolta travolge Mubarak succeduto a ANWAR AS-SADAT nel 1981. Scendono in piazza i giovani, chiedono democrazia e rispetto della persona. Sono giovani di età compresa tra i 20 e 35 anni, appartenenti a varie classi sociali compresa la borghesia, conoscono le nuove tecnologie, usano il cellulare, youtube e faceboock per comunicare con il mondo. La polizia spara sulla folla, sparano i mercenari di Mubarak, il bilancio eè di 200 morti. A Hosni Mubarak succede la giunta militare e la promessa di una costituzione e libere elezioni.</p>
<p><a href="http://www.italiatube.it/play.jsp?vid=995">Guarda la prima parte dell&#8217;intervista al dottor Li Vigni</a></p>
<p>In Libia la rivolta è più cruenta per la presenza di gruppi tribali, Gheddafi è un dittatore vero, psicopatico, ricchissimo e potente oltre la Libia con interesse in vari paesi occidentali, con un capitale personale di oltre 100 miliardi di euro depositati in Europa e Stati Uniti. Gheddafi ha utilizzato e utilizza l&#8217;arma del terrorismo come arma politica: attentati, rapimenti, massacri. Si ricordano: strage all&#8217;aeroporto di Fiumicino, strage di Atene, strage di lodz, strage di Zurigo, le Olimpiadi di Monaco e alcuni indizi anche la partecipazioni alla strage di piazza Fontana. Questi sono alcuni esempi di come ha agito il dittatore libico.<br />
Molti politici italiani hanno avuto rapporti con tale oppressore, tanto per citarne qualcuno: Andreotti, Craxi, D&#8217;Alema, Prodi, cercando di conciliare gli interessi italiano con un profilo autorevole e dignitoso.<br />
L&#8217;attuale presidente Berlusconi ha avuto e probabilmente continua ad avere rapporti oltre che istituzionali, anche di amicizia personale. Nell&#8217;Agosto 2010 in occasione della festa dell&#8217;amicizia tra il popolo libico e il popolo italiano Gheddafi ha ricevuto onori incredibili e assolutamente indecenti: bacio della mano da parte di Berlusconi, adunata di ragazze pagate e con la sceneggiata di alcune di convertirsi all&#8217;Islam e susseguente invito agli italiani di convertirsi.<br />
Vediamo in sintesi gli affari italiani in libia. Sono notevoli, infatti l&#8217;interscambio tra i due paesi nel primo semestre 2010 è stato di 6,8 miliardi di euro.<br />
Con il 17,5% l&#8217;Italia è il primo esportatore verso la Libia, seconda la Cina con il 10%, Turchia con il 9,1% e Germania con il 9%.<br />
Presenza in Libia di grandi gruppi italiani appartenenti a diversi settori: energia, infrastrutture, media, etc.<br />
Il maggiore investitore è l&#8217;ENI che estrae 250.000 barili al giorno di petrolio. Nel 2008 l&#8217;ENI ha stipulato 6 contratti per ricerca e produzione di petrolio fino al 2042, fino al 2047 per il gas.<br />
Tra gli azionisti di Unicredit c&#8217;è la Banca Centrale di Libia con il 5% e la Libian Invesment Authority con il 2,6% , in totale il 7,6% e il maggiore azionista della banca privata italiana. Grazie alla quota libica è stato defenestrato Alessandro Profumo e aperto spazio alla lega Nord per le Fondazioni che conpongono Unicredit.<br />
La Libian Investment detiene il 2% di Finmeccanica, una partecipazione del 7,5&amp; nella Juventus e del 2% nella Fiat.<br />
Nel 2008 il fatturato delle imprese libiche a partecipazione italiana ha raggiunto i 6 miliardi di dollari, mentre il fatturato delle imprese italiane a partecipazione libica è pari a 8 miliardi di euro.<br />
Una delle “pietre miliari” dei rapporti tra governo italiano e libico ( Berlusconi, Gheddafi) è stato il Trattato di amicizia Italo – Libico stipulato a Bengasi il 30 Agosto 2008 e riparatorio per il periodo coloniale. La “riparazione” consiste in 5 miliardi di dollari in 20 anni per progetti infrastrutturali ( imprese italiane). Tale accordo è sacrosanto per risarcire il popolo Libico per le nefandezze coloniani, ma assolutamente inopportuno farlo con un dittatore che arroga a se ogni potere compreso quello di vita e di morte. Con gli eventi bellici pare ( dico pare&#8230;.) che l&#8217;accordo sia stato sospeso.</p>
<p><a href="http://www.italiatube.it/play.jsp?vid=996">Guarda la seconda parte dell&#8217;intervista al dottor Li Vigni</a></p>
<p>Perchè il conflitto il Libia? La risoluzione Onu 1973 dovrebbe evitare un disastro umanitario dovuta all&#8217;azione di Gheddafi sul popolo Libico. Mercenari di altri paesi, pagati da Gheddafi per massacrare i ribelli e il popolo Libico. La parvenza è quella di un&#8217;operazione di pace, in realtà la coalizione ha risposto con la guerra.<br />
La Francia ha anticipato tutti e qui entra in gioco un altro uomo che ha “problemi di altezza”. Sarkosy ha difficoltà interna al suo paese, le risposte date al popolo francese dalla sua azione di governo sono state di basso profilo e inconcludenti, la Francia “sente” la crisi, inoltre il disastro nucleare globale di Fukushima risveglia l&#8217;incubo della “grandeur nucleare” francese. Una nazione potenzialmente radioattiva e con un debito nucleare alle porte ( ricordiamo che dismettere una centrale nucleare ha un costo superiore alla costruzione, tempi lunghissimi per dismetterla, terreno intorno alla centrale radioattivo, materiale radioattivo da stoccare.), con rischi di incidenti nucleari altissimi, perchè molte delle centrali nucleari francesi sono “vecchie” e hanno da tempo superato la “soglia di alta probabilità di sicurezza”.Il nostro “ Grande uomo” trova nella guerra libica la risposta alle problematiche interne e da solo, anzi con l&#8217;appoggio di un altro “grande statista” ( Cameron) inizia a bombardare la Libia.In realtà Francia e Inghilterra vogliono una sola cosa : energia Libica ( gas e petrolio) . La Francia inoltre vuole guadagnare un ruolo in Africa dove ha perduto potere in molti stati Francofoni (Algeria, Tunisia, Mali, Senegal, Mauritania, Nigeria, Ciad) a favore degli Stati Uniti.<br />
Il resto lo vedremo nei prossimi giorni, un dato è ormai certo: la delegittimazione dell&#8217;Italia, soprattutto di Berlusoni. Infatti nella videoconferenza per decidere come continuare ad operare in Libia e convincere la Merkel a prendere parte al piano, Berlusconi è stato escluso. Gli Stati Uniti non si fidano di Berlusconi, è chiaro che l&#8217;unico interlocutore per loro è Il Presidente della Repubblica Napolitano. Tutto quello che stà succedendo è un danno per il popolo Italiano, infatti la Francia, l&#8217;Inghilterra, gli Stati Uniti vorranno il gas e il petrolio sottraendolo in parte all&#8217;Italia.<br />
Molti pensano che Berlusconi abbia fatto affari personali sia con Gheddafi che con Putin. Noi non sapiamo se è vero, però tutti pagheremo conseguenze alte nel prossimo fututo. Infatti il vero problemma per l&#8217;Italia è rappresentato dai flussi migratori, dall&#8217;invasione di migliaia di profughi e immigrati, con conseguenze disastrose per l&#8217;economia , la stabilità e la convivenza pacifica. Il problema è immenso e il governo Italiano sarà in grado di affrontarlo. Non possiamo dialogare con il mondo e chiedere l&#8217;aiuto dell&#8217; Europa quando un partito di Governo vuole dividere l&#8217;Italia e usa un linguaggio al limite del razzismo. Un Ministro dell&#8217;interno ( lega nord) potrà essere ascoltato dal popolo del sud? Un momento difficile. Il governo italiano avrebbe bisogno di statisti rispettati dagli altri Stati e dallo stesso popolo italiano unito.<br />
L&#8217;ipotesi Libica sarà probabilmente un esilio dorato per Gheddafi e la spartizione libica tra Germania, Francia, Inghilterra e Usa.</p>
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		<title>Vejano: sorpreso con 5 grammi di hashish, arrestato</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 09:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[barista vejano]]></category>
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		<description><![CDATA[I Carabinieri della Stazione di Vejano hanno arrestato con l&#8217;accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, G.P. un barista 33enne del luogo. L&#8217;uomo, dopo una perquisizione personale, e&#8217; stato trovato in possesso di 7 dosi di hashish, per un peso complessivo di 5 grammi. La droga e&#8217; stata sequestrata mentre l&#8217;uomo e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I Carabinieri della Stazione di Vejano hanno arrestato con l&#8217;accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, G.P. un barista 33enne del luogo. L&#8217;uomo, dopo una perquisizione personale, e&#8217; stato trovato in possesso di 7 dosi di hashish, per un peso complessivo di 5 grammi.</p>
<p>La droga e&#8217; stata sequestrata mentre l&#8217;uomo e&#8217; stato sottoposto al rito direttissimo che ha convalidato l&#8217;arresto e condannato il barista a sei mesi di reclusione.</p>
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		<title>Droga: Viterbo, cinque arresti, coinvolta minorenne</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 08:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[cinque arresti]]></category>
		<category><![CDATA[coinvolta minorenne]]></category>
		<category><![CDATA[corchiano]]></category>
		<category><![CDATA[Droga: Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ronciglione]]></category>

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		<description><![CDATA[I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ronciglione (Vt), impegnati in un servizio antidroga, hanno arrestato quattro persone per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti tra Corchiano (Vt) e la Capitale. Tra questi due ragazzi, S.L. diciannovenne romano e P.S. ventiquattrenne di Corchiano, trovati in possesso di circa trecento grammi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ronciglione (Vt), impegnati in un servizio antidroga, hanno arrestato quattro persone per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti tra Corchiano (Vt) e la Capitale.</p>
<p>Tra questi due ragazzi, S.L. diciannovenne romano e P.S. ventiquattrenne di Corchiano, trovati in possesso di circa trecento grammi di marijuana. Un cittadino romeno G.C.C. trentunenne, in compagnia di due ragazze, P.E. 27enne di Corchiano e l&#8217;altra minorenne romana.</p>
<p>Nel corso della perquisizione i militari hanno sequestrato 150 grammi tra marijuana e hashish. I quattro maggiorenni sono in stato di fermo presso le carceri di Viterbo e Civitavecchia, mentre per la minorenne e&#8217; scattata la denuncia in stato di liberta&#8217; alla Procura della Repubblica per i minorenni di Roma e l&#8217;affidamento al genitore.</p>
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		<title>Raid fascista a Viterbo, Parroncini &#8220;E&#8217; una vergogna&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo “A Viterbo ormai è stato raggiunto il livello di guardia. Per questo serve una risposta forte e unitaria, in particolar modo da parte delle istituzioni. Il raid fascista di ieri è solo l’ultimo di una serie di episodi che purtroppo stanno diventando sempre meno eccezione. Di fronte allo stravolgimento delle più elementari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Riceviamo e pubblichiamo</em></p>
<p>“A Viterbo ormai è stato raggiunto il livello di guardia. Per questo serve una risposta forte e unitaria, in particolar modo da parte delle istituzioni. Il raid fascista di ieri è solo l’ultimo di una serie di episodi che purtroppo stanno diventando sempre meno eccezione. Di fronte allo stravolgimento delle più elementari regole della convivenza civile sono indispensabili una reazione e una vigilanza democratica. Gli insulti, le foto ai presenti, i modi intimidatori: sono veri e propri atti di violenza che configurano anche reati. Agli amici di Rifondazione comunista, dell’associazione Fata Morgana, dell’Anpi e dell’Arci va la mia più sincera e totale solidarietà. Alle istituzioni l’appello, il più forte possibile, di una condanna di quanto accaduto. Una vergogna per tutta la città”.</p>
<address><em><strong>Giuseppe Parroncini</strong></em></address>
<address><em><strong>Consigliere regionale Pd</strong></em></address>
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		<title>Violentava la figlia di nove anni della convivente, arrestato 40enne a Viterbo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato 40enne a Viterbo]]></category>
		<category><![CDATA[iolentava la figlia di nove anni della convivente]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto emerso la bambina subiva abusi da almeno tre anni. La piccola, figlia del primo matrimonio di una donna di 40 anni dell&#8217;est europeo, in un racconto definito &#8220;drammatico&#8221; dagli investigatori, ha riferito che le violenze avvenivano quando la mamma era a lavoro E&#8217; stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Viterbo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo quanto emerso la bambina subiva abusi da almeno tre anni. La piccola, figlia del primo matrimonio di una donna di 40 anni dell&#8217;est europeo, in un racconto definito &#8220;drammatico&#8221; dagli investigatori, ha riferito che le violenze avvenivano quando la mamma era a lavoro</p>
<p></em>E&#8217; stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Viterbo con l&#8217;accusa di violenza sessuale continuata e aggravata un uomo di 40 anni che aveva abusato di una bimba di 9 anni, figlia della sua convivente. La segnalazione alla polizia è arrivata una ventina di giorni fa da un centro antiviolenza che aveva appurato il disagio della bambina.</p>
<p>Secondo quanto emerso durante le audizioni protette della piccola, con il supporto di esperti del centro antiviolenza, psicologi e assistenti sociali, la bambina subiva abusi da almeno tre anni.</p>
<p> La piccola, figlia del primo matrimonio di una donna di 40 anni dell&#8217;est europeo, in un racconto definito &#8220;drammatico&#8221; dagli investigatori, ha riferito che gli abusi avvenivano quando la mamma era a lavoro e lei si trovava da sola in casa con l&#8217;uomo.  </p>
<p>Dopo gli accertamenti, la polizia ha depositato un&#8217;informativa alla Procura, sulla base della quale il pm ha chiesto un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, autorizzata dal Gip ed eseguita ieri sera dagli agenti della Squadra Mobile in un paese della provincia di Viterbo. La bambina, che adesso è con la mamma, continua ad essere seguita dal centro antiviolenza e dagli assistenti sociali.</p>
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