Riprende lo sciopero della fame e della seta perche’ da oltre sette mesi non gli fanno vedere la figlia Erika di 7 anni. E’ la decisione presa da Paolo Esposito, 45 anni, l’elettricista di Gradoli, in provincia di Viterbo, arrestato nel luglio scorso con l’accusa di aver ucciso la sua compagna Tatiana Ceoban e la figlia Elena di 14 anni. In carcere, con la stesa accusa, si trova anche Ala Ceoban, sorella di Tatiana e amante di Esposito. Lo hanno reso noto i suoi difensori, gli avvocati Mario Rosati ed Enrico Valentini. ”La situazione e’ diventata insostenibile – dicono gli avvocati – nessuno gli puo’ togliere il diritto di veder la figlia. Per farci ascoltare siamo pronti anche a rivolgerci alla televisione”.
Erika e’ nata dalla relazione tra Esposito e Tatiana. Elena, la ragazza scomparsa insieme con la madre, invece, era nata da un precedente matrimonio della donna in Moldavia. Esposito, subito dopo che il tribunale dei minori di Roma aveva affidato la bambina ad una casa famiglia, togliendola ai nonni paterni con i quali viveva, aveva fatto un’altro sciopero
della fame, perdendo circa 35 chili.
Madre e figlia sono misteriosamente scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009. Gli inquirenti ritengono che siano state uccise. Esposito sostiene invece che si siano allontanate volontariamente. I loro corpi non sono stati mai trovati.