Nuovo caso di corruzione nel viterbese. Indagati il Sindaco di Civitella d’Agliano e l’imprenditore Chiavarino

Postato da Redazione on Oct 8th, 2009 e file sotto Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

euroNuovi sviluppi giudiziari per Domenico Chiavarino, l’imprenditore 56enne viterbese, già coinvolto nell’operazione “Dazio”. Implicato anche Roberto Mancini, il 41enne sindaco di Civitella d’Agliano e proprietario di uno studio tecnico, che sembra abbia ricevuto 20mila euro dall’imprenditore.

Al centro del presunto scambio, il territorio. Pare che una vera e propria attività di estrazione di materiale lapideo, sulla carta passasse come bonifica agraria. 

Ad indagare il Nipaf. Gli uomini della Forestale sono a lavoro su ordine del Gip del Tribunale di Viterbo Gaetano Mautone, che ha accolto la richiesta di provvedimenti cautelari espresse dai pubblici ministeri della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci.  

 A guidare le indagine il vice questore Mario Avanzo che già nel 2006 e nel 2008 aveva riscontrato delle irregolarità nell’attività di escavazione nella zona di Pian della breccia nel comune di Civitella d’Agliano.

Negli anni passati la ditta che procedeva ai lavori aveva subito due sanzioni amministrative piuttosto salate (da un minimo di € 35.000 a un massimo di € 350.000) perché non possedeva le autorizzazioni necessarie per l’escavazione. Il comune guidato dal sindaco mancini sembra abbia archiviato a suo tempo la prima delle due sanzioni, destando probabilmente sospetto presso il Nipaf.

 La seconda sanzione amministrativa relativa alla liceità della cava sembra sia stata aggirata grazie al comune di Civitella che ha configurato la cava abusiva come un’inosservanza della Dichiarazione di Inizio Attività presentata a copertura dell’intervento.

Visti i fatti, sono partite delle indagini che hanno portato al procedimento penale. Sono state utilizzate telecamere nascoste e intercettazioni ambientali in uffici e autoveicoli che hanno permesso di ricostruire il percorso della vicenda di corruzione con l’esame di 85mila conversazioni e migliaia di ore di filmati.   

In queste ore son partite perquisizione di abitazioni, uffici pubblici e privati con il sequestro di molti materiali d’interesse nel territorio viterbese e in quello ternano.

Oltre al Nucleo di Viterbo stanno operando trenta uomini appartenenti ai Comandi Stazione del Comando Provinciale Cfs di Viterbo, con il supporto di personale del NICAF dell’Ispettorato Generale Cfs.

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