Arte sacra a Palazzo dei Papi, a settembre una mostra dedicata

Postato da Redazione on Jul 26th, 2010 e file sotto Cultura, Viterbo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

Aprirà a settembre nel Palazzo dei Papi di Viterbo l’importante rassegna che, per la prima volta, esporrà le opere d’arte dei frati cappuccini presenti nella Tuscia. Per la realizzazione della mostra sono state “messe in cantiere”, per il restauro, ben 13 opere che versavano in grave stato di degrado; un impegno importante che consente di recuperare opere inedite che, dopo la mostra, torneranno ad essere visibili nei loro siti originari.

I restauri sono stati promossi ed effettuati sia dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, sia dall’Associazione S.Giacinta Marescotti organizzatrice della mostra. Va rilevata la consueta attenzione al territorio della Fondazione Carivit di Viterbo, che ha contribuito al finanziamento dei restauri. In particolare la Fondazione Carivit, ha promosso e finanziato il recupero dell’importante dipinto proveniente dall’Isola Bisentina, ora conservato nel convento cappuccino di Montefiascone, raffigurante

Un opera misteriosa, di cui è ancora incerto l’autore, pervenutaci scura ed illeggibile a causa sia dell’alterazione cromatica delle vernici, che dello sporco sedimentato: ora grazie al restauro di Bruno Marocchini, ha rivelato particolari della composizione quali gli arnesi del martirio, un prezioso vaso in primo piano, un personaggio sul fondo.

Questo intervento di restauro consentirà agli studiosi d’indagare l’opera per trarne tutti i dati utili: l’autore, il periodo di esecuzione, le committenze, un caso, quindi, esemplare dell’importanza del restauro nella conservazione dei beni culturali.

La Soprintendenza, diretta da Anna Imponente, ha avviato in pieno interscambio con il Prof. Italo Faldi, curatore dell’intero progetto, una ricerca che mira a percepire una eventuale “tipicità cappuccina”; si sono quindi indagate oltre alle figure di artisti più attivi per la famiglia francescana, quali Scipione Pulzone, Durante Alberti e Francesco Da Castello, anche quelle di frati cappuccini di maggior rilievo, come Frà Semplice da Verona, e altri autori praticamente sconosciuti, come Vitale da St. Étienne.
Si è studiato in maniera più puntuale anche il programma iconografico cappuccino, derivante dal Concilio di Trento, che si impernia sulla raffigurazione dell’Immacolata Concezione e dei santi e beati dell’Ordine.
I restauri realizzati per la mostra, dalle restauratrici della Soprintendenza BSAE Lazio, F. Di Napoli Rampolla, L. Di Vincenzo, M. Milazzi, A. Percoco e P. Surace, ne hanno permesso una più corretta lettura e hanno portato a fruttuose scoperte, offrendo nuove prospettive di studio e di indagine.

Nel corso del restauro del dipinto di Durante Alberti, raffigurante La Madonna del Buon Consiglio tra angeli e santi, conservato nella chiesa di Sant’Antonio del Convento di Vetralla, curato nella direzione tecnico-scientifica dal Dott. Tiziani, è tornata in luce la prova di un profondo rimaneggiamento dell’originale.

I dipinti provenienti dalla chiesa di San Francesco a Ronciglione  hanno offerto le scoperte più importanti come il ritrovamento della firma dell’autore  Ludovico Stern con la data 1750 nella pala d’altare raffigurante la Madonna con Bambino e Santi cappuccini.  

Una nuova vita ha acquistato la pala d’altare dell’Immacolata Concezione tra Santi di Scipione Pulzone, forse la più importante tra le opere oggetto dell’esposizione, con il restauro operato con la direzione tecnico-scientifica della Dott.ssa Cantone, da R. Pizzinelli che ha permesso di scoprire la ricchezza e la qualità dei pigmenti usati e di rimettere in evidenza numerosi elementi iconografici di cui si era perduta l’originaria efficacia simbolica.

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