Riceviamo e pubblichiamo
L’Udc che deve ancora bussare alle porte della Polverini per essere invitata alla riunione di maggioranza sulla sanità, segnala la persistente quanto imbarazzante fragilità del quadro politico regionale. E questo non è un buon segnale, tanto piu se si considera che anche il leader della Destra Francesco Storace è costretto ad mettersi sulla scia del partito di Casini per per tentare di avere voce in capitolo.
In poco piu di tre mesi la Giunta regionale ha di fatto azzerato tutti i progressi compiuti negli utlimi tre anni nel percorso di risanamento della sanità laziale mentre il governo impone il taglio immediato di 2500 posti letto, non sblocca i fondi dovuti ma impone l’aumento delle tasse cosi come il blocco totale del turn-over, mentre umilia i medici con la la riduzione drastica dei fondi destinati alle prestazioni aggiuntive necessarie a far funzionare il sistema e garantire assistenza ai cittadini. Intanto a Lega prepara cruscotti per penalizzare ancora di piu la nostra Regione quando arriverà il momento di definire chi pagherà e in che misura i talgi imposti alle Regioni dalla manovra di Tremonti. Di fronte a questo scenario la indicazione politica del capogruppo Udc Francesco Carducci volta ad avviare una stagione di confronto , è segno di buon senso e saggezza. Il Pd è pronto a fare la sua parte per , evitare che questa Regione venga distrutta dalle politiche dissennate del Governo a traino leghista e dall’insipienza dell’attuale esecutivo. Tutto nella massima trasparenza e nel rispetto dei ruoli assegnati dal voto popolare. Il pessimismo della ragione, però ci dice che con una maggioranza tanto scompaginata quanto arroccata su una montagna di pregiudizi e propaganda sarà difficile che trovino terreno fertile saggezza e buon senso. Ma senza , dopo il rinvio a settembre, c’è solo la bocciatura, cioè il disastro vero.