“In una campagna elettorale oscurata dai pasticci del Pdl, sto facendo un grande sforzo per rimettere in primo piano i problemi dei cittadini. E lo faccio con il mio stile: giocando una partita da mediano, che corre su e giù per la Tuscia per il bene della squadra”. Lo ha detto stamattina il candidato del PD al consiglio regionale del Lazio, nonché assessore agli Enti locali della Regione, Giuseppe Parroncini, in occasione della presentazione del programma e del comitato elettorale di Viterbo, in via Garbini 80/b, che verrà inaugurato domani alle 17,30.
“Ciò che succede in questi giorni – ha detto Parroncini – si può riassumere in una recente vignetta: “Con i nemici la legge si applica, con gli amici si interpreta”. Ma le regole ci sono e vanno rispettate, è l’abc della democrazia. Se un’impresa non si presenta in tempo a un bando o un comune cittadino fa tardi a un concorso pubblico viene escluso. Dovrebbe essere normale, invece vedo che non è così. Tutto ciò sta comunque mettendo in ombra i veri problemi delle persone, il mio comitato elettorale sarà dunque un luogo di incontro e di condivisione”.
Parroncini si è poi soffermato sul lavoro svolto in questi ultimi cinque anni alla Regione Lazio, prima come capogruppo e poi come assessore. “Sento condivisione per quanto realizzato. Pensiamo alle infrastrutture: solo con noi, dopo decenni, sono ripartite vincendo un isolamento ultradecennale. E’ il caso della trasversale Orte-Civitavecchia e del corridoio tirrenico, per il quale a maggio partiranno i cantieri nel nostro territorio, dopo il via a dicembre in Toscana. O all’aeroporto: localizzarlo a Viterbo non è stato facile, ma abbiamo fatto prevalere esclusivamente le ragioni tecniche. Il Cipe deve fare la propria parte perché ha ragione Emma Bonino: lo scalo non può essere una cattedrale nel deserto, quindi il governo batta un colpo e finanzi infrastrutture e ferrovia”.
Le linee programmatiche illustrate da Parroncini vertono ancora su questo tasto, insieme alla qualità del territorio. “Il lavoro è il primo punto su cui insistere, perché siamo ancora in piena crisi: vogliamo incrementare le opportunità, intanto con il reddito minimo garantito abbiamo assicurato 7.000 euro annui a 13.000 persone senza occupazione o che l’avevano persa. Per la Tuscia serve inoltre uno sviluppo compatibile: no al nucleare, perché con le centrali di Civitavecchia e Montalto di Castro abbiamo una produzione energetica pari al 15 per cento di quella prodotta in Italia, molto superiore al fabbisogno regionale. Più energie rinnovabili: in 10 anni le quintuplicheremo portandole da 500 a 2500 megawatt. L’ambiente va salvaguardato, poche province hanno un territorio così integro sotto questo punto di vista. Puntiamo sulle reti del sapere, in primis l’Università, con la quale vanno incrementate le sinergie, come sta accadendo per il distretto di Civita Castellana. In questo caso, ricordo gli 8,5 milioni di euro messi a disposizione per l’innovazione tecnologica delle imprese”
“In questi cinque anni – ha concluso Parroncini – ho lavorato molto per il nostro territorio, ascoltando e dando risposte certe, anche essendo presente a 144 delle 145 sedute di consiglio regionale. Significa onorare il mandato e la fiducia degli elettori, questa è etica istituzionale. Per la campagna elettorale ognuno ha un suo stile: il mio è quello di giocare da mediano, faticando in mezzo al campo della Tuscia al servizio della squadra. Con Emma Bonino possiamo portare una ventata di valori forti e sani, come sulla giustizia, i diritti, l’etica istituzionale. Dall’altra parte troviamo invece una destra pasticciona e piena di residui del passato come Storace: da sconfitto non è mai venuto in consiglio, salvo lasciare 10 miliardi di debiti nella sanità, che abbiamo azzerato. Con questa destra non si può che tornare indietro”.