Addio al giornalista Beniamino Placido

Postato da Redazione on Jan 6th, 2010 e file sotto Cultura, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

placidoAddio al giornalista e scrittore Beniamino Placido. Nato nel 1929 a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, Placido è morto all’età di 80 anni nella sua casa di Cambridge, dove si era trasferito circa due mesi fa per stare fino all’ultimo vicino alla figlia Barbara.

Sagace e brillante come pochi altri giornalisti italiani, Placido ha spaziato in vari campi della cultura e dello spettacolo. Celebre l’apparizione nei panni di critico teatrale in ‘Io sono un autarchico di Nanni Moretti e indimenticabile quella di presidente della giuria nel ‘Processo a John Rambo’, disponibile su You Tube, che la FGCI di Bologna e la Regione Emilia Romagna organizzarono nel 1985.

Considerato uno dei massimi esperti di letteratura americana, con cattedra all’Universita’ di Roma, Placido è stato un intellettuale sempre capace di interpretare lo spirito del tempo. Per molti anni è stato critico televisivo di ‘Repubblica’, sulle cui colonne ha firmato la seguitissima rubrica ‘A parer mio’, iniziata nel 1986 e continuata per 1.500 puntate. Collaboratore di ”La Repubblica” fin da quasi la fondazione, Placido è stato poi titolare dell’appuntamento settimanale domenicale intitolato ‘Nautilus’ sulle pagine culturali del quotidiano, dove si occupava di letteratura e costume per poi dedicarsi ad articoli e saggi di letteratura e di costume.

Come attore Beniamino Placido, cugino del padre dell’attore e regista Michele Placido, compare nei film ”Porci con le ali” (1977) di Paolo Pietrangeli e, nel ruolo del critico teatrale in ”Io sono un autarchico” (1976) di Nanni Moretti. Nel 1989 ha inoltre lavorato con Sergio Staino per la realizzazione del film ”Cavalli si nasce”, dove ha interpretato la parte di Gaetano, il funzionario borbonico. In televisione è apparso nei programmi ”16 e 35” (1978), dove si occupava di cinema, ”Serata Garibaldi” (1982) ed ”Eppur si muove” (1994), dove era affiancato da Indro Montanelli.

Sull’universo televisivo Beniamino Placido ha pubblicato ”Tre divertimenti. Variazioni sul tema dei Promessi Sposi, di Pinocchio, e di Orazio” (Il Mulino, 1990), composizioni giocose ed esercizi di stile sul piccolo schermo, e ”La televisione col cagnolino” (Il Mulino, 1993), in cui un celebre racconto di Anton Cechov diventa lo spunto, lieve, indiretto, per meditare sul funzionamento del mezzo catodico. A un collega inesperto che gli chiedeva cosa significasse fare il critico televisivo, Placido rispose: “Credo dipenda dalle generazioni, e per la mia generazione significa affacciarsi alla finestra e vedere che cosa accade, chi passa, che cosa si dice, né più né meno”. Placido ha insegnato ad avere con la tv un rapporto inquieto e sensibile, applicando al piccolo schermo una critica “creativa” fatta di invenzioni, divagazioni, ironia.

Nato a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, il 15 maggio 1929, Beniamino Placido, dopo gli studi classici, lasciò la Basilicata per stabilirsi a Roma: vincitore di concorso, ricopri’ la carica di consigliere parlamentare della Camera dei deputati, divenendo poi titolare dell’ufficio di segreteria della Commissione Agricoltura. Mentre negli anni Sessanta il suo collega consigliere parlamentare Antonio Maccanico andava negli Stati Uniti come studioso del sistema finanziario internazionale, Placido vi si recava per studiare la letteratura angloamericana: ne derivo’ una profonda conoscenza in ragione della quale consegui’ la cattedra all’Universita’ ”La Sapienza” di Roma ed abbandono’ la carriera amministrativa parlamentare.

Nel 2006 un gruppo di amici poeti, scrittori, giornalisti e filosofi hanno dedicato a Placido un libro scritto a piu’ mani, dal titolo ”Caro Beniamino. Scritti per una festa di compleanno”, in cui vari interventi ricordano quel suo inguaribile accento lucano, quel suo presentarsi in televisione con movenze e parvenze circospette che nel tempo lo hanno pure fatto accostare addirittura a Woody Allen.

(Fonte: Adnkronos)

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