“Preg.mo Ministro, la presente è per esprimerLe le mie preoccupazioni in merito alla realizzazione dell’aeroporto di Viterbo. Dopo il parere favorevole pronunciato dal precedente Governo e confermato dall’attuale in merito alla localizzazione dello scalo, è stato avviato un proficuo lavoro da parte della cabina di regia, che ha registrato l’apprezzamento unanime di tutti i soggetti in causa. Da quel parere sono trascorsi ormai due anni, durante i quali si sono rafforzate le aspettative dell’intera Tuscia Viterbese, che attraverso una sinergia tra istituzioni, mondo imprenditoriale e organizzazioni sindacali ha sostenuto fin dall’inizio e in maniera convinta l’ipotesi del nuovo aeroporto. Dopo decenni di isolamento infrastrutturale e di troppe occasioni perse, questa opera rappresenta dunque un’opportunità irrinunciabile per lo sviluppo del nostro territorio. Il pronunciamento del Cipe sul finanziamento dello scalo negli ultimi mesi è stato più volte annunciato, contribuendo ad alimentare la speranza di arrivare in tempi brevi alla sua realizzazione, ma sempre rimandato senza peraltro poterne comprendere i motivi. Questo purtroppo genera confusione e disorientamento nella popolazione, nelle imprese, nelle organizzazioni sindacali, che ripongono grande fiducia su un esito positivo della vicenda. Nell’ottica di una produttiva collaborazione, sono pertanto a chiederLe un incontro al fine di poterci confrontare sull’iter da seguire per l’aeroporto di Viterbo. Confidando in un Suo riscontro positivo, colgo l’occasione per porgere distinti saluti”. È la lettera che l’assessore lagli Enti locali, alle reti energetiche, portuali, aeroportuali e ai rifiuti della Regione Lazio, Giuseppe Parroncini, ha scritto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per chiedere un incontro e discutere sull’iter dello scalo.