Nel primo semestre del 2009 le esportazioni del Lazio si sono ridotte in termini nominali del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, interrompendo la tendenza positiva evidenziata dal 2005. E’ quanto emerge dalla pubblicazione “L’economia del Lazio nel primo semestre del 2009″ presentato dalla Banca d’Italia all’università degli Studi della Tuscia a Viterbo. Presente il direttore della sede di Roma della Banca d’Italia Giambattista Chiarenza, il direttore della filiale di Viterbo, Claudio Ferrante ed il rettore dell’università degli Studi della Tuscia Marco Mancini. Il calo – si legge in un’agenzia di Omniroma – è risultato inferiore rispetto a quello medio nazionale, la quota regionale delle vendite all’estero sul totale del paese è quindi salita al 4,2% (dal 3,8% nel primo semestre dello scorso anno). La riduzione è principalmente dovuta al calo delle vendute nei due principali settori della regione, il comparto chimico-farmaceutico e quello dei prodotti petroliferi raffinati che hanno sottratto alla crescita delle esportazioni laziali rispettivamente 4,9 e 3,9 punti percentuali. Per contro, sono aumentate le vendite all’estero di energia elettrica, gas e rifiuti, contribuendo alla crescita delle esportazioni laziali per 0,8 punti percentuali. Dalla pubblicazione emerge inoltre che nel primo semestre del 2009 le vendite verso i paesi dell’area dell’euro sono diminuite del 13,7%. In particolare il calo ha interessato la Germania, la Spagna ed in misura minore la Francia, rispettivamente -24,8%, -12,9% e -0,2%. Tra i partner commerciali esterni all’area dell’euro le esportazioni sono diminuite soprattutto verso gli Usa e l’Asia, rispettivamente -38,3%e -14,4% mentre sono aumentate quelle verso il Regno Unito, 7,3%. Quanto al valore delle importazioni, nei primi 6 mesi del 2009 e’ diminuito dell’11,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.