“C’è gente che sa e non parla perchè ha paura, anche sul caso Marrazzo”. Così il presidente di Di’ Gay Project, Imma Battaglia, a conclusione dell’incontro in questura a cui ha partecipato anche il capo della squadra mobile Vittorio Rizzi. Sulla vicenda della morte del transessuale Brenda secondo Imma Battaglia “c’è un mandante, – ha detto, ripresa da un’agenzia Omniroma - ma questa è una mia opinione”. “Per conoscere la verità c’e’ solo una strada: bisogna denunciare con coraggio e senza paura, per evitare che ci siano altre vittime” ha detto. “Quello che è positivo in questo incontro – ha aggiunto – e’ che ci hanno assicurato che si andrà fino in fondo a questa storia”, una faccenda definita “grossa e brutta, prima si risolve e meglio é”. Quanto alle espulsioni che sono state effettuate nei giorni scorsi “la situazione e’ delicata, – ha spiegato Battaglia – la questura ci garantisce che per quanto riguarda le espulsioni sono state applicate le norme di legge”. “Sulla questione dei permessi di soggiorno ci sono due modalità, – ha detto Battaglia – le persone che denunciano e diventano strategiche per le indagini, anche per quanto riguarda lo sfruttamento della prostituzione, verranno inserite in un programma di protezione definito dalla magistratura. Poi c’e’ anche un programma di protezione sociale che può essere attivato per il recupero dalla strada”.