”L’hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo”. Visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda, parla del trans trovata morta questa mattina in un incendio nella sua abitazione di Via Due Ponti a Roma. Lo riporta un’agenzia dell’Ansa. ”Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantyne’s, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione”, dice Barbara. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che ”ne’ Polizia ne’ Carabinieri hanno fatto nulla” spiegando che ”tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni”. Anche Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commentando a CNRmedia la morte di Brenda ha detto che “non si e’ suicidato, poteva essere vista come una persona troppo scomoda”. “Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza, viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda – ha poi aggiunto – Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lui avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi. Confido nelle indagini; tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si e’ trattato, perche’ sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualita”. Anche per Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, ”evidentemente qualcuno le ha voluto tappare la bocca per evitare che lei dicesse tutto quello che sapeva. Evidentemente non solo Marrazzo aveva frequentato via Gradoli. Fino ad ora sulla vicenda aleggiava solo una squallida ombra di doppie morali, di politici proibizionisti con gli altri e libertari con se stessi, oggi siamo arrivati all’assassinio”.
Nella vicenda che ha coinvolto l’ex Presidente della Regione Lazio, Brenda e’ la seconda vittima. A settembre mori’ Gianguarino Cafasso, lo spacciatore di droga indicato da uno dei carabinieri arrestati (perche’ accusati di aver ricattato Piero Marazzo) come il ”confidente”. Cafasso mori’ per arresto cardiaco, provocato probabilmente dall’assunzione di droga. La Procura di Roma ha disposto accertamenti sulla morte del pusher per far luce sulle cause del decesso. Per questo sono in attesa del completamento dell’esame autoptico e delle risultanze delle analisi tossicologiche. Cafasso, legato ad un transessuale di nome Jennifer, era molto conosciuto negli ambienti dei viados che gravitano nella zona di via Gradoli dove, a luglio scorso, l’ex governatore del Lazio era stato sorpreso in compagnia di un trans.