Crescono gli immigrati nel Lazio: rispetto ai dati del 2007 le presenze di stranieri sale del 15,1 % nel 2008, toccando la quota di 454.453 unità. Sensibile la crescita degli stranieri residenti a Latina con +30,2 %; seguono Rieti (+18,9%), Viterbo (+16,9%), Frosinone (+15 %) e Roma (+13,8 %). Se nella provincia di Roma soggiorna l’81,4 % degli stranieri presenti in regione a Latina sono presenti 30.892 stranieri (pari al 6,9 %), a Viterbo 23.843 (5,3 %), Frosinone 19.144 (4,3 %) e Rieti con 9.912 stranieri (2,2 %).
Lo rivela il Dossier statistico immigrazione 2009 della Caritas Migrantes presentato questa mattina a Roma. Sul fronte nazionale il Lazio risulta la terza regione per presenze di immigrati: in testa la Lombardia, con 904.814 stranieri residenti a fine 2008 (23,3 % a livello nazionale) e il Veneto, con 454.453 (11,7 %). A poca distanza si colloca il Lazio con 454.453 e un’incidenza nazionale pari all’11,7 %.
L’incidenza di presenze di immigrati donne nel Lazio supera il dato medio nazionale, raggiungendo il 53,4 % dei residenti stranieri in regione (240.347 donne), contro il 50,8 % a livello nazionale. Quest’ultimo dato viene battuto dalle province di Rieti (54,6 %), di Roma (53,8 %), di Frosinone (52,3 %) e Viterbo (51,9 %); rimane indietro Latina con solo 15.423 donne pari al 49,9 %.
L’età media degli stranieri nel Lazio, pari a 32,9 anni, è la più alta del Nord e del Centro Italia. Questa circostanza è dovuta, secondo il rapporto della Caritas Migrantes 2009, non tanto al peso percentuale degli ultra sessantacinquenni, quanto piuttosto alla relativa scarsità di minorenni. Basti considerare che questi ultimi rappresentano appena il 19,1 % degli stranieri (quasi 3 punti percentuali in meno della media nazionale): dal Nord Italia bisogna scendere fino alla Campania per trovare incidenze di minori più basse. Si consideri ulteriormente che nel 2008 il contributo – assolutamente prezioso – delle donne straniere alla fecondità regionale è solo del 9 %, anche in questo caso il più basso di tutto il Centro Nord della penisola.
Riguardo alla provenienza degli immigrati la comunità romena è quella più numerosa in regione con 158.509 immigrati che raggiungono il 35,2 % del totale regionale. Nella classifica delle presenze straniere seguono i filippini che sono in totale 27.819 (6,2 %) e i polacchi (22.766 pari al 5,1 %). In totale provengono dall’Europa il 61,9 % (278.563) degli stranieri del Lazio, il 17,5 % viene invece dall’Asia, seguono Africa 10,9 %, America 9,5 % e Oceania 0,1 %.
Sul fronte degli inserimenti scolastici degli stranieri nel Lazio i dati forniti dal ministero della Pubblica istruzione relativi all’anno scolastico 2008/2009 confermano una classifica nazionale che vede il Lazio al quarto posto per numero di alunni stranieri iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado. Resta al primo posto la Lombardia con 151.898 unità, seguono il Veneto (77.081) e l’Emilia Romagna (72.585). Il Lazio conta complessivamente 61.549 studenti stranieri, pari al 7,5 % di tutta la popolazione studentesca regionale (821.447 alunni), il che vale a dire che in regione uno studente su 13 non è italiano. L’aumento di stranieri iscritti nel Lazio rispetto all’anno scolastico 2007/2008 è di poco superiore alle quattromila unità e riduce un trend che aveva registrato una crescita, rispetto all’anno scolastico 2006/2007, di oltre ottomila iscrizioni.
A livello provinciale, in regione prevale ovviamente Roma con 48.648 alunni non italiani (79 % del totale laziale), seguita da Latina (4.583 e 7,5 %), Viterbo (3.514 e 5,7 %), Frosinone (3.182 e 5,2 %) e Rieti (1.622 e 2,6 %). Una panoramica nazionale mostra che la provincia di Roma è seconda solo a quella di Milano (57.999 alunni stranieri), ma supera di molto le province di altre grandi città del Nord come Torino (30.338), Brescia (26.101) e Bergamo (18.151). Per percentuale di stranieri rispetto al totale degli scolari prevale invece, nel Lazio, la provincia di Viterbo, con un’incidenza dell’8,4 %, dato che risalta anche rispetto alla media nazionale (7,0 %). Superano tale media le province di Roma (8,2 %) e Rieti (7,3 %), mentre si pongono al di sotto Latina e Frosinone (rispettivamente con il 5,3 % e 4,2 %).
I dati sul lavoro regolare nel Lazio contribuiscono, in qualche misura, ad avere una rappresentazione del grado di stabilità e delle condizioni di vita degli stranieri. Con un mercato occupazionale stabile e in crescita, in linea con l’andamento nazionale, il Lazio si pone in posizione mediana tra le regioni più virtuose e quelle meno. I dati dell’Inail sui lavoratori nati all’estero mostrano che dal 2000 al 2008 essi sono passati da 96.384 a ben 284.147, misurando una crescita del 194,8 %, a fronte di una media nazionale del 159,0 %. Si distinguono le province di Rieti (+249,8 %), Latina (+229,1 %) e Viterbo (+207,1 %), che vanno oltre la triplicazione degli occupati nati all’estero dal 2000 al 2008; rimangono indietro invece Roma e Frosinone, rispettivamente con +195,1 % e +125 %. Nel periodo di tempo indicato aumenta anche il peso regionale nel panorama nazionale: rispetto al totale italiano degli occupati nati all’estero, quelli del Lazio passano dall’8,3 % del 2000 al 9,5 % del 2008.
Interessanti anche i dati relativi alle imprese straniere nel Lazio. Stando ai dati forniti dalla Cna, attualizzati al 31 maggio 2009, il Lazio continua la sua risalita tra le regioni con maggior numero di imprese costituite da titolari con cittadinanza estera. Rappresenta infatti la quinta regione nella classifica nazionale, con ben 19.888 imprese pari al 10,5 % (nel 2006 deteneva il 9,3 %). Precedono il Lazio la Lombardia (con 43.896 imprese), l’Emilia Romagna (22.360), la Toscana (21.978) e il Piemonte (21.309). Nell’ultimo triennio la regione ha fatto misurare un trend di crescita del 63,2 %, contro una media nazionale del 43,1 %; addirittura rispetto al 2003, quando in regione le imprese costituite da stranieri erano 5.488, il balzo in avanti è stato di 2,6 volte. Riguardo ai settori lavorativi si osserva una forte specializzazione degli immigrati imprenditori, visto che i primi tre comparti riassumono quasi l’83 per % delle imprese laziali con titolare straniero. Rimane saldamente al primo posto il commercio, con la novità che mentre nel 2007 il settore copriva il 56,5 % di tali imprese a livello regionale, alla metà del 2009 raggiungeva il 44,4 %, per un numero complessivo di 8.830 ditte.
Si colloca al secondo posto il settore delle costruzioni, con un’incidenza regionale del 27,9 % (5.545 imprese). Il terzo posto spetta ai servizi professionali (10,6 % delle imprese, 2.107 in valore assoluto). Seguono i settori della manifattura (complessivamente 6,7 %), delle poste e telecomunicazioni (2,7 %), di alberghi e ristoranti (2,4 %), dell’agricoltura (1,9 %), dei servizi personali (1,4 %) ed altri minori.
Sul fronte delle rimesse economiche degli immigrati nel 2008 dalla sola provincia di Roma è partito oltre un quarto (1,7 miliardi di euro) dell’importo nazionale complessivo (6,7 miliardi di euro) delle rimesse inviate dagli stranieri nei paesi di origine. I dati, forniti dalla Banca d’Italia, considerano i trasferimenti di denaro compiuti tramite gli operatori di money transfer e vedono una crescita a livello regionale del 12,8 %. Tale aumento è registrato in massima parte nella provincia di Roma (+13,1 %), seguita nell’ordine da quelle di Rieti (+8,3 %), Latina (+8,1 %), Viterbo (+4,7 %) e Frosinone (+2,8 %). Su fronte delle religioni di appartenenza degli immigrati si osserva un crescente protagonismo degli ortodossi, passati dal 26,5 % del 2003 al 34,7 % del 2008 di tutti gli immigrati del Lazio. I cattolici al contrario, se a fine 2003 erano pari al 32,1 % e rappresentavano la prima appartenenza religiosa, a inizio 2008 erano scesi al 27,5 %, dietro al gruppo ortodosso. Rimangono tutto sommato stabili le varie famiglie musulmane, complessivamente pari al 17,5 % (nel 2003 erano il 16,6 %).