Elezione segretario PD Lazio: D’Ubaldo, quale scandalo ci sarebbe nel verificare in assemblea le preferenze?

Postato da Redazione on Nov 10th, 2009 e file sotto Politica, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

pd“Sabato prossimo i quattrocento membri dell’assemblea sceglieranno il nuovo segretario regionale. In ballottaggio sono rimasti Roberto Morassut (Mozione Franceschini, 37 per cento dei voti) e Alessandro Mazzoli (Mozione Bersani, 45 per cento dei voti). In teoria Ileana Argentin (Mozione Marino) potrebbe fare la differenza, gettando sul piatto della bilancia il suo 18 per cento. Nei giorni scorsi, in ossequio al cosiddetto ‘lodo Marini-Scalfari’ era pero’ maturata l’ipotesi che Morassut si ritirasse. Sembrava, dunque, che non ci fossero piu’ ostacoli all’elezione del giovane presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, da sempre legato all’area dalemiana del partito”. Lo afferma in una nota il senatore del Pd Lucio D’Ubaldo. “Comunque, si dice, non dovrebbero esserci sorprese – aggiunge -. Dopo l’incoronazione di Bersani si fa ancora piu’ stringente la volonta’ di estendere alla base il rapporto unitario costruito al vertice. C’e’ pero’ il fatto che la ‘pax bersaniana’ contempla o potrebbe contemplare letture diverse e finanche opposte. Dappertutto hanno prevalso gli uomini del segretario, talche’ un tale controllo sui livelli regionali appare a questo punto persino eccessivo. Per altro, come sostiene Morassut, l’applicazione della regola non scritta che assegna un privilegio al piu’ votato nelle primarie non puo’ sconfinare in un atto di mera registrazione burocratica. A questo si aggiunga una considerazione ancora piu’ sofisticata e pungente: quale scandalo ci sarebbe nel verificare in assemblea le preferenze sui due contendenti? Chi vince, vince e dopo tutti uniti. Anche questa potrebbe essere una modalita’ corretta, addirittura piu’ rispettosa della sovranita’ spettante all’assemblea e piu’ adeguata alla giusta domanda di trasparenza. Naturalmente cio’ che piu’ conta e’ non smarrire il senso della direzione politica. Il Partito democratico nel Lazio e’ chiamato ad affrontare una battaglia durissima, se non disperata. Immaginare che Mazzoli conquisti la segreteria a tavolino e forte di questo risultato la sua ‘introvabile maggioranza’ deleghi a Bersani la scelta del candidato presidente, altro non sarebbe se non la mortificazione del gruppo dirigente romano e regionale – continua -. In giro ci sono ancora troppi nostalgici di quel sistema di potere che all’epoca ha generato la discesa in campo di Piero Marrazzo: un’intesa a tre (Veltroni, Bettini, Rutelli) e poi una semplice velina ai giornali. Questa, purtroppo, era la democrazia di partito secondo il ‘modello Roma’. In futuro sara’ ancora cosi’? Chi ha votato Morassut coltiva altre speranze”.

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