“Ho una grande voglia di parlare, di dire tutto quello che so. Sulle trans e la gente che gira intorno a questo mondo”. Lo annuncia a ‘Repubblica’ un ex carabiniere che ha fatto da autista ai viados. “Tutto e’ iniziato – prosegue – perche’ abitavo qui. Ho fatto amicizia con alcune trans e ho iniziato ad accompagnarle in macchina. Ero senza lavoro, loro mi pagavano i passaggi. Era un modo per mettersi in tasca qualche soldo. E pian piano mi sono guadagnato la loro fiducia, mi raccontavano segreti”. “Ci ho messo poco a capire – continua l’ex carabiniere – che era un mondo marcio con storie terribili di sfruttamento e di droga. Non so cosa mi sia preso ma volevo aiutarle. Tanto che, dopo un po’ sono andato dai carabinieri per offrire la mia collaborazione. Ho parlato proprio con uno di quelli che poi sono stati arrestati, lo conoscevo, era di zona, e lui mi ha detto che andava bene, di tenerlo aggiornato. Alcune trans mi hanno voltato le spalle, mi dicevano che ero una spia, che avevo contatti con i carabinieri”. ”Mi sono sentito venduto, come se quelle rivelazioni fatte in caserma mi si fossero rivoltate contro, come se qualcuno avesse detto ai viados della mia volonta’ di riferite i soprusi che subivano. Rimango convinto – conclude – che le morti di Rino e di Brenda non siano casuali. Non possono esserlo”.
(Foto Omniroma)