Frantoi Aperti nel Lazio: dal 5 all’8 dicembre In oltre 80 frantoi si scopre l’olio nuovo

Postato da Redazione on Dec 4th, 2009 e file sotto Primo Piano, Regione News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

Mole

Dal 5 all’8 dicembre si aprono le porte di oltre 80 frantoi, dislocati sull’intero territorio regionale. Un’occasione per conoscere, degustare e acquistare l’olio extravergine del Lazio direttamente dal produttore con garanzia di qualità. Un lungo week end, ricco di gustosi appuntamenti, in cui è possibile visitare i frantoi delle zone più vocate del Lazio, assistere alla molitura e sentire il profumo e il sapore di un olio appena nato. L’elenco completo dei frantoi che aderiscono all’iniziativa è consultabile sul sito www.arsial.it. Un’iniziativa voluta dall’assessorato regionale all’Agricoltura e da Arsial per diffondere il valore dell’olio extravergine di qualità del Lazio ed incentivare la filiera corta. Il mercato dell’olio, italiano ed europeo, ha vissuto un periodo abbastanza delicato, con prezzi al ribasso, per tutto il 2009. L’ingresso sul mercato dell’olio extravergine novello, di contro, sta portando un aumento d’interesse da parte dei consumatori, soprattutto nelle regioni più conosciute per la produzione di olio di qualità, tra cui il Lazio. Questo fenomeno è ancora più marcato nella nostra regione, vista l’abitudine, largamente diffusa tra i consumatori laziali, di acquistare l’olio direttamente dal produttore. Ben il 59% dell’olio regionale, infatti, viene venduto direttamente dal produttore al consumatore. Una prassi in aumento negli ultimi anni, che testimonia come i consumatori, se adeguatamente sensibilizzati, siano sempre più disposti a cercare sul territorio il giusto rapporto sicurezza, qualità, prezzo per l’acquisto di prodotti di qualità certificata. “Con questa iniziativa vogliamo promuovere la qualità dell’olio laziale – dichiara Daniela Valentini, assessore regionale all’agricoltura. – L’eccellenza del nostro olio cresce di anno in anno, guadagnandosi una posizione di pregio sia sul piano nazionale che internazionale. Una crescita su cui la Regione Lazio ha voluto investire con le risorse del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 che andranno a finanziare tre Progetti di Filiera Integrati (PIF) nelle province di Frosinone, Roma e Viterbo per una spesa pubblica di oltre 11,7 milioni di euro e un investimento complessivo che supera i 23 milioni”. “Arsial – dichiara il commissario straordinario, Massimo Pallottini – sta lavorando da quattro anni per avvicinare i consumatori ai prodotti regionali di qualità attraverso due linee d’intervento. La prima intervenendo sul sistema distributivo per accorciare la filiera e portare sulle tavole dei romani i prodotti del Lazio a prezzi più competitivi. La seconda, come nel caso di Frantoi Aperti, valorizzando il territorio e le sue risorse per favorire l’acquisto diretto dei prodotti”. Diffondere il valore dell’olio del Lazio attraverso iniziative come Frantoi Aperti assume un significato particolare, considerando che quest’anno, per la prima volta, la legge obbliga ad indicare in etichetta l’origine dell’olio extra vergine di oliva. Nel Lazio sono 3 le Dop riconosciute, Canino, Tuscia, Sabina e 2 sono in fase di riconoscimento, Colline Pontine e Terre Tiburtine. A conferma della vocazione di tutto il territorio alla produzione di olio extravergine di alta qualità. Una qualità, negli ultimi anni, sempre più riconosciuta dalle principali guide di settore che posizionano stabilmente l’olio del Lazio ai massimi livelli qualitativi in Italia e in Europa. La campagna olearia 2009 si caratterizza nel Lazio per un’alta qualità dell’olio prodotto su tutto il territorio regionale, con punte d’eccellenza. Il clima caldo e secco ha ridotto sensibilmente lo sviluppo di malattie, alternato a piogge che hanno consentito alle piante di accumulare una buona riserva idrica. La produzione è di 24 mila tonnellate, in calo fisiologico (-35%) rispetto alla precedente annata di carica delle piante, in linea con le altre regioni del centro Italia (Toscana -30%, Marche -30%, Umbria -35%, Abruzzo  -15%).

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