La testimonianza di Beppino Englero al Salotto delle Sei

Postato da Redazione on Feb 1st, 2010 e file sotto Cultura, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Salotto_613Enorme successo di pubblico anche per il secondo appuntamento della stagione invernale della nona edizione del Salotto delle Sei, che ha visto ospiti Beppino Englaro ed Adriana Pannitteri.

Come in un vero e proprio salotto , dove i due ospiti erano seduti su due poltrone davanti alla platea in un’atmosfera quasi familiare, Pasquale Bottone dopo una breve introduzione sul tema ha condotto il dibattito in un alternarsi di domande da cui i due ospiti traevano spunto per riallacciarsi alle terribili vicende che hanno funestato la già tragica storia del caso Eluana.

 Adriana Pannitteri e Beppino Englaro si conoscono nel 2007 quando la giornalista del tg1, che si era già occupata del caso Welby , contatta il papà di Eluana per poter seguire più da vicino la vicenda di sua figlia e per poter documentare tutto attraverso le pagine di un libro , che successivamente scriveranno poi a quattro mani ; libro, secondo la giornalista, che come tutti i libri è la più alta forma di libertà.

 Dai racconti di suo padre, Eluana, “puro sangue della libertà” come lui stesso ama definirla, riprende vita attraverso la tragicità di una vicenda funestata dal comportamento indecoroso di uno Stato che si è trasformato in “Stato etico autoritario” che si è permesso di cercare di imporre il diritto di vita e di morte su una creatura.

Poi, partendo dalla promozione di “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno Stato di diritto”, libro scritto da Englaro con la partecipazione della giornalista, testo che ripercorre 17 anni di calvario dedicato “Ai GRANDI della magistratura, non servi di alcun potere” , il dibattito è entrato nel vivo.

 Il caso Eluana è stato indubbiamente abusato da parte dei media che lo hanno spesso erroneamente analizzato con il filtro di un’interpretazione troppo ideologica , non rispettando la volontà di un padre e di una madre che non parlavano certo per Eluana ma parlavano con Eluana , avendo lei in vita espresso chiaramente la sua volontà , qualora si fosse venuta a trovare in una situazione come quella in cui poi si è effettivamente trovata, avendo lei vissuto la sofferenza del suo amico Leonardo Davi e avendo toccato con gli occhi la sofferenza di un accanimento terapeutico.

Beppino Englaro, sostiene che il caso Eluana è un problema ineludibile , che non solo ha toccato una famiglia ma anche l’opinione pubblica , il popolo e lo Stato , la morte di Eluana è un problema per tutti ma le istruzioni a tutt’oggi non fanno nulla per poterlo risolvere e non considerano, come non lo hanno fatto nel caso specifico di sua figlia che: le libertà personali sono inviolabili.

In questa battaglia l’aspetto più doloroso come cittadini , dice Englaro,  è stato indubbiamente quello di non veder rispettato il punto di vista dell’altro da parte di uno Stato di diritto.

Indubbiamente dopo la chiusura della vicenda , in Italia si ha una diversa consapevolezza della questione del testamento biologico ed è per questo che lui stesso intende continuare a battersi da libero cittadino scevro da intenti politici , per fare in modo che ognuno di noi possa, finché è in grado di poterlo fare , dar voce alle proprie volontà per non trovarsi mai a vivere quello che Eluana ha vissuto. A tal proposito Englaro cita poi Pulitzer che sostiene che : “Un’opinione pubblica ben informata è la migliore corte suprema”.

 Beppino Englaro, un uomo mite, che ha saputo trasformare il suo dolore in forza inossidabile, che continua a lottare in nome della libertà dell’individuo , che anche superato il tragico momento della scomparsa di sua figlia , non si è fatto da parte con la sua battaglia fondamentale per tutti i cittadini costretti in uno Stato di diritto che detta autoritarismi da Stato Etico.

 Toccanti le parole di Englaro : “ La miglior forma d’amore è il rispetto per le persone così come sono”.

 

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