Polverini: aspettiamo il confronto con il Governo ma siamo fiduciosi

Postato da Redazione on Jul 6th, 2010 e file sotto Primo Piano, Regione News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

timthumbPresidente, Lei ha dichiarato di aver trovato la Regione in condizioni peggiori di quanto si aspettasse. Possiamo fare un primo bilancio?
Alcune cifre parlano da sole. Sul fronte della sanità abbiamo ereditato disavanzo, nell’ultimo anno, di 1,4 miliardi di euro. Solo di interessi il debito pregresso costa alla comunità 300.000 euro al giorno. Per non parlare di un vera e propria filiera degli sprechi che si annidano non solo nella sanità ma anche in altri capitoli del bilancio regionale. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo avviato un processo di riorganizzazione, anche delle strutture regionali, per una rinnovata stagione di rigore e di risparmio. Questo significa riduzione degli emolumenti, a partire dai dirigenti e dalle figure apicali della Regione, così come dei componenti dei cda delle società collegate. La Giunta ha adottato diversi provvedimenti in questo senso.

In che modo la Regione risponderà all’esigenza di riorganizzare l’assetto economico dopo i tagli del Governo?
Sono impegnata personalmente a difesa dei cittadini e delle imprese che rischiano di pagare le conseguenze di questi tagli. La Regioni, unite, hanno chiesto al governo un confronto costruttivo per fare in modo che i tagli previsti dalla manovra economica siano equamente distribuiti tra tutti gli enti locali. Al momento, invece, i sacrifici sono troppo sbilanciati a carico delle Regioni alcune delle quali, come il Lazio, scontano anche una condizione di maggiore svantaggio a causa delle difficoltà dovute ai piani di rientro per la sanità. Abbiamo chiesto di incontrare il presidente Berlusconi e sono convinta che ci siano margini per venire incontro alle nostre esigenze. Siamo tutti consapevoli della necessità di contribuire alla manovra, vista la grave situazione del Paese, ma non si possono ignorare percorsi virtuosi che i nuovi governatori hanno intrapreso nelle rispettive regioni, a cominciare dal Lazio.

Per promuovere una regione realmente funzionante si rende necessario un riassetto della macchina amministrativa e uno snellimento delle procedure burocratiche. Come pensa di avviare questo processo?
Lo stiamo già facendo. E’ stato firmato, in occasione del Forum PA2010, un protocollo d’intesa tra la Regione Lazio e il ministero della Funzione pubblica per l’attuazione nel Lazio della riforma Brunetta sul merito e la trasparenza. Abbiamo inoltre in programma di incoraggiare il processo di delegiferazione, anche attraverso la redazione di testi unici omogenei per materia. Così come lavoreremo per contenere gli iter burocratici a carico sia delle aziende sia dei cittadini.

La crisi economica ha avuto pesanti ripercussioni sulle piccole e medie imprese, che rappresentano la principale realtà produttiva del Lazio. Anche per effetto del peso crescente ormai assunto dalle multinazionali, molte aziende stanno abbandonando il territorio. Quali strategie pensa di mettere in atto per un rilancio dell’economia?
Bisogna migliorare l’accesso al credito e garantire sostegni per innovare processi e prodotti. Il programma di governo prevede diverse azioni che vanno da una nuova politica del credito – rafforzando Banca Impresa Lazio e razionalizzando il sistema dei Confidi – a una valorizzazione delle eccellenze che producono innovazione tecnologica, che investono in ricerca e sviluppo e che saranno artefici del “trasferimento tecnologico” verso le Pmi.

Altro problema che penalizza le piccole imprese è il ritardo nei pagamenti da parte delle Pubblica Amministrazione. In che modo la Regione Lazio, per quello che è di sua competenza, interverrà?
Stiamo già intervenendo. Anche in questo frangente ereditiamo un pregresso pesante e siamo in trattativa con il governo per sbloccare risorse ferme per via degli inadempimenti di chi ci ha preceduto.

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