Slot machines clonate: otto denunce della Gdf

Postato da Redazione on Dec 17th, 2009 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

200400114-001Smantellata dalla Gdf di Civitanova Marche, in provincia di Macerata, una centrale per slot machine clonate. Otto persone sono state denunciate per truffa ai danni dei Monopoli di Stato e gioco d’azzardo. Con artifici informatici ed elettronici, il gruppo era riuscito a creare un sistema che nascondeva l’80% delle giocate alle macchinette, riuscendo a sottrarre 4,7 milioni di euro al prelievo fiscale, con un’evasione del prelievo erariale unico (Preu) pari a 570.483 euro. Le regioni del centro Italia coinvolte sono Marche, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzo. I Comuni interessati sono Civitanova Marche, che era la centrale operativa; Macerata, Corridonia, Tolentino, Urbisaglia, Riccione, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare, Città S.Angelo, Roseto degli Abruzzi, Roma, Pomezia, Viterbo, Montalto di Castro (Vt), Canepina (Vt), San Lorenzo Nuovo (Vt), Graffignano (Vt), Alviano (Tr), Orvieto, Prato, Firenze, Mestre-Venezia. I soggetti coinvolti sono: G.I. di Montesilvano (Pescara), titolare della ditta M.G. di Montesilvano; C.I. di Latina, dipendente della M.G.; B.C. di Sulmona, cognato di G.I.; S.M. di Corridonia (Macerata), titolare della ditta G.G. di Corridonia; M.E. di Tolentino titolare della ditta G.G. di Tolentino; R.M. di Sant’Elpidio a Mare (Ascoli), titolare di un bar di Sant’Elpidio; M.G. di Roma, rappresentante legale della M.P. di Roma; M.S. di Viterbo, rappresentante legale della D.G. di Viterbo. Tra loro, esperti tecnici informatici e programmatori, che avevano ideato la truffa: accumulare soldi attraverso l’alterazione dei software di trasmissione dei dati dalle slot machine al concessionario di rete. Le slot erano collegate alla rete telematica installandoli in un magazzino anonimo, dove una persona si preoccupava di introdurre, a intervalli di tempo, monete e/o gettoni giocate di pochi euro, per dissimulare le giocate che venivano effettivamente fatte sulle macchine originali utilizzate nei bar, che di fatto non erano collegate al concessionario. Non solo, le stesse schede venivano clonate e questo sistema non obbligava più la persona a inserire i gettoni, ma consentiva di trasmettere al gestore dati su partite fittizie. I tecnici, per evitare ogni controllo, hanno progettato dei circuiti elettronici stampati, programmati attraverso un software come simulatori di gioco, che venivano interposte lungo il cavo che collega la scheda madre al Pda che trasmette i dati al concessionario di rete. Tale artificio, indipendentemente dalle giocate fatte, simulando partite fittizie, trasmetteva autonomamente dati inferiori del 75% rispetto a quelli reali. Altri filtri elettronici, realizzati con circuiti di piccolissime dimensioni, programmati con appositi software, erano inseriti in uno spinotto in prossimità del collegamento al Pda che trasmette i dati al concessionario di rete. In questo modo si è potuto occultare l’80% delle giocate. Le fiamme gialle hanno sequestrato 98 slot machine, 41 schede/filtri di simulazione di gioco, 16 predisposizioni per l’alterazione dei dati sequestrati, 6 schede clonate, 62 componenti elettronici, 418 circuiti stampati per montaggio schede clonate e filtri; 6 pc contenenti software per la programmazione e clonazione di schede e filtri, 3 computer portatili, 7 memorie usb, 55 cd e 3 floppy contenenti programmi, un rullino fotografico, una mini audio cassetta, 5 schede di rete, 8 telefoni cellulari e 2 agende. Sequestrato contante per 71.783 euro, titoli e assegni per oltre 170mila euro. La base imponibile sottratta a imposte dirette è di 475.403 euro; mentre le sanzioni amministrative irrogabili ammontano a 367.145 euro. Gli apparecchi slot machine, ricorda la Gdf, devono, per legge, essere collegati alla rete telematica di proprietà dei Monopoli di Stato, affidata in concessione a soggetti terzi (i concessionari di rete) scelti tra i vincitori di un apposito bando. La trasmissione dei dati dalle slot machine al concessionario di rete, per verificarne il lecito funzionamento e di calcolare il Preu, avviene per via telematica, mediante Pda munito di apposita sim card. Installando nel cavetto di collegamento al Pda una scheda, nascosta, che permette di filtrare i dati in uscita, il gruppo riusciva a comunicare solo il 20% delle giocate realmente effettuate. Sul totale delle giocate, il 75% viene restituito in vincite ai giocatori; il 3% è il compenso massimo spettante al concessionario della rete; la parte compresa tra 8 e 12,6% rappresenta il Preu da versare; quello che resta, cioè la somma compresa tra 9,4% e 14%, è l’aggio che viene suddiviso tra il gestore e l’esercente dove sono installati gli apparecchi.

(Fonte Apcom)

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