Usura, imprenditori pagano il 1000% annuo

Postato da Redazione on Feb 18th, 2010 e file sotto Cronaca, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

usuraDenunciata una banda di usurai, 11 persone, e sequestrati beni e disponibilita’ per un valore di 5 milioni di euro che operava nella Capitale e nella zona dei Castelli romani. E’ questo l’esito dell’operazione ‘Franky’ contro il racket delle estorsioni, usura e riciclaggio di denaro condotta nelle prime ore di stamani a Roma e nella zona dei Castelli Romani dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Viterbo e dalla Polizia Municipale dell’VIII Gruppo di Roma.
Tra gli immobili sequestrati un complesso alberghiero con ristorante, nella zona dei Castelli Romani (La regina del bosco), quattro societa’ del settore edilizio e turistico- alberghiero, conti correnti ed autovetture di lusso, per un
valore complessivo, stimato in quasi cinque milioni di euro, i quali vanno ad aggiungersi ad ulteriori disponibilita’, circa 500mila euro, gia’ sequestrate nel luglio del 2008.
Per disporre il sequestro il gip del Tribunale di Roma si e’ avvalso della recente normativa antimafia (pacchetto sicurezza).
I risultati di servizio conseguiti, soprattutto con l’obiettivo della ferma aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da gruppi criminali, costituiscono, il frutto di preziose sinergie realizzate attraverso la costante ed efficace collaborazione tra le forze di polizia impegnate.

Erano arrivati a chiedere fino al 1.000% di tasso di interesse annuo gli undici usurai, tra questi due donne, raggiunti oggi dai provvedimenti di denuncia e
sequestro di beni per circa 5 mln di euro, che operavano nella capitale e nell’hinterland romano. Interessi esorbitanti, calcolati ai consulenti della procura della capitale, che hanno indotto i piccoli imprenditori vessati a trovare il coraggio di denunciare gli estorsori.
Per arrivare a scoperchiare il racket di usurai ci sono voluti due anni di indagini dello stesso gruppo interforze – Fiamme gialle di Roma, Carabinieri di Viterbo e Polizia municipale dell’VIII Gruppo di Roma – partite a suo tempo dal sistema dei Casamonica, per poi diramarsi in diversi filoni investigativi che, con il coordinamento del procuratore aggiunto Leonardo Frisani della Dda della Procura di Roma, sono stati stralciati dall’indagine principale e hanno portato a scoprire il ramificato racket in azione fino all’alba di stamani. In queste ore sono in corso verifiche su numerosi conti correnti bancari legati ai membri della banda, uno dei quali era gia’ stato arrestato nel 2008 per gli stessi reati e considerato uno delle menti della banda.
Le forse dell’ordine hanno lavorato in sinergia seguendo le tracce di assegni estorti, ma anche realizzando appostamenti all’interno di esercizi pubblici dove hanno assistito alle minacce anche fisiche con cui i piccoli imprenditori edili – almeno una trentina quelli finiti nella rete degli estorsori secondo quanto si apprende – venivano intimoriti e dai quali gli usurai pretendevano sempre piu’ denaro fino ad impedire agli stessi di realizzare le opere per le quali si erano rivolti a loro per prestiti che evidentemente non erano riusciti ad ottenere attraverso canali legale.

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