“Convocare subito una riunione del Tavolo di concertazione sul centro storico per discutere i risultati della sperimentazione della chiusura al traffico, il trasferimento degli uffici comunali presso Palazzo Zelli, il recupero della struttura dell’ex Ospedale di Via Scriattoli, la riapertura della viabilità da Piazza Umberto I a Piazza Cavour, la costituzione del comitato per il Centro Commerciale Naturale e l’organizzazione di eventi per valorizzare e rilanciare la zona. A chiederlo al Sindaco e all’assessore al commercio del Comune di Vetralla sono oltre 30 commercianti del centro storico vetrallese che hanno sottoscritto un appello del Centro per i Diritti del Cittadino (CODICI) a sostegno delle attività commerciali”. A dichiararlo è la delegazione vetrallese di CODICI. “Il Centro storico – spiegano da Codici Vetralla – sta vivendo una lenta ma inesorabile agonia e le sue attività commerciali stanno morendo. Fin qui nulla di nuovo. Lo sapevamo già. Ma non ci aspettavamo certo che quanto stabilito nel corso delle riunioni svoltesi quest’estate finisse con un nulla di fatto. Pur apprezzando la riduzione della Tarsu a vantaggio dei commercianti, così come la delibera che prevede l’occupazione di suolo pubblico, dobbiamo tuttavia rilevare che la chiusura del Centro storico – finora fallimentare – si è trasformata in una vera e propria gabbia per le attività commerciali. Nessun evento pubblico è stato organizzato, nessun progetto di valorizzazione è stato avviato. Sono diminuiti i parcheggi a disposizione della possibile clientela dei negozi. La segnaletica verticale e orizzontale, come pure l’arredo urbano sono rimasti tali e quali, cioè pressoché inesistenti. Nel frattempo però i commercianti sono al limite del collasso economico dovuto non solo alla crisi ma anche e soprattutto all’incapacità dell’amministrazione comunale di intervenire a sostegno delle loro attività e di tutto il Centro storico. A volte nei negozi non entra neanche un cliente e molto raramente con gli incassi si riescono a coprire le spese per il mantenimento dei locali. Figuriamoci quelle per il sostentamento delle famiglie! E’ in corso una vera e propria desertificazione. L’unica cosa che funziona – prosegue Codici – sono invece le multe che hanno contributo non poco ad allontanare la clientela superstite. Un conto è applicare delle sanzioni in un contesto vitale e produttivo, altra cosa è farlo in mezzo al deserto contribuendo ad affossare ciò che resta del tessuto economico dell’antico borgo vetrallese. Questo senza voler, da parte nostra, addossare alcuna responsabilità al Corpo dei Vigili Urbani che svolgono solo il loro lavoro nel pieno rispetto delle leggi. Va poi aggiunto che il trasferimento di alcuni uffici comunali presso Palazzo Zelli (previsto per il mese di settembre di un anno divenuto ormai indefinito e indefinibile), ma utile a ripopolare il Centro durante gli orari di apertura al pubblico, non è mai stato fatto. E anche in tal caso venendo meno agli impegni presi. Altrettanto dicasi per il recupero dell’edificio dell’ex Ospedale di Via Scriattoli. Infine, nonostante gli impegni di quest’estate, nessuna riunione del Tavolo di concertazione con associazioni e comitati è più stata convocata per fare il punto della situazione sugli effetti prodotti dalla sperimentazione della chiusura del Centro storico. Incontro che era stato previsto per il mese di settembre. E intanto – conclude Codici – lungo le vie del Centro si contano 14 locali sfitti e 16 in vendita a fronte di alcune attività che hanno preferito chiudere bottega piuttosto che fallire. Siamo convinti che la vitalità, la valorizzazione e il rilancio del Centro storico sia strettamente legato alla tutela e allo sviluppo delle sue attività commerciali che animano da secoli questa importante zona della città e del comune di Vetralla”.
[...] del Tavolo è arrivata soltanto dopo che oltre 30 commercianti hanno firmato e protocollato una lettera in cui chiedevano la convocazione dello stesso ponendo questioni alle quali l’amministrazione, [...]