“Sono offeso, dispiaciuto, sorpreso e sconcertato dalle espressioni di Massimo Marconi apparse nei giorni scorsi su un quotidiano locale”. A dichiararlo è Mario Calmanti, commerciante e rappresentante locale dell’ASCOM-Confcommercio, in risposta a quanto detto dal Sindaco di Vetralla a proposito dell’ex Cinema cittadino.
“Il Sindaco fa apparire, agli occhi del lettore, l’ipotesi di una mia insistenza o pressione affinché l’amministrazione comunale acquisti ad un prezzo esorbitante i locali del ex Cinema di mia proprietà. Il Sindaco – prosegue Calmanti – sa bene che tutto quello che sostiene non ha il benché minimo fondamento. È giusto invece che i cittadini vetrallesi sappiano che sono stati il Sindaco Marconi e l’Assessore Maurizio Sensi a comunicarmi, come sta scritto in una loro richiesta datata 24 ottobre 2008, “che questa Amministrazione Comunale è interessata all’eventuale acquisto dell’immobile nella sua totalità”, perché questo “potrebbe rappresentare un’azione di sviluppo socio-economico derivante da processi di partecipazione popolare che qualifichi il centro storico vetrallese con destinazione ad attività socio-ricreative finanziabili dalla Regione Lazio”. Chiedendomi infine di comunicare, “entro le ore 12,00 del giorno 28 ottobre 2008” la mia offerta di vendita. Cosa che è stata prontamente fatta il 27 ottobre successivo con una proposta inferiore ai prezzi di mercato che, come più volte ribadito a tutta l’amministrazione, ero anche disposto a concertare e ridurre notevolmente. Da quel momento – sottolinea Calmanti – non ho più avuto alcuna risposta. E questo, Massimo Marconi, lo sa bene. Il Sindaco, e tutta la sua amministrazione, sanno bene che è dagli anni ’80 che presento proposte e progetti al Comune per il recupero dell’ex Cinema, stipulando anche convenzioni e fideiussioni. Il tutto a mie spese e senza alcun ritorno economico. Il tutto – e il Sindaco lo sa bene – nell’interesse dei cittadini e dello sviluppo del centro storico, affinché Vetralla possa essere dotata di una struttura teatrale. Il Sindaco sa infatti bene che nel formalizzare l’incarico di vendita ad una nota agenzia immobiliare ho posto sull’immobile un diritto di prelazione in favore del Comune. Questo perché considero l’ex Cinema di Via Roma anche un patrimonio che deve tornare al servizio dei cittadini, perché rappresenta un pezzo della storia di Vetralla. Ed è a partire da questa considerazione che ho risposto positivamente alla richiesta del Comune proponendogli un prezzo, a mio avviso, molto inferiore a quelli stabiliti dal mercato immobiliare. Ed è a partire da queste considerazioni che partecipo al Progetto Integrato Territoriale (PIT) presentato dal Comune nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Lazio, permettendogli di presentare un pacchetto progettuale che contenesse anche l’aspetto socioculturale. Tutto questo il Sindaco lo sa bene. Ed è decisamente scortese e fuori luogo, per non utilizzare altri termini – per una questione di educazione – sentirsi trattare dal proprio Sindaco, rappresentante della più alta istituzione locale, come un imprenditore che vuole speculare sulle spalle dei cittadini. Non solo quanto ho appena scritto, ma anche la mia storia personale e quella di tutta la mia famiglia, dimostrano ampiamente il contrario. E il Sindaco lo sa bene, così come dovrebbe sapere che per anni ho messo a disposizione gratuitamente i locali dell’ex Cinema per i festeggiamenti del Carnevale vetrallese. Infine – conclude Calmanti – non sono io a dover dare spiegazioni. Deve essere piuttosto il Sindaco a spiegarci perché, sempre in favore del centro storico e dei cittadini vetrallesi, la sua amministrazione ha perso il treno dei contributi per i Centri commerciali naturali e quello dei finanziamenti regionali, ben 42 milioni di euro, per la costruzione e la rimessa in sesto dei teatri del Lazio; un pacchetto di cui hanno beneficiato oltre 30 Comuni della regione, per un totale di 71 teatri di cui 34 di proprietà privata. Prima di dare lezioni di basso livello e fare delle intimazioni, rischiando anche di danneggiare l’immagine di chi lavora, spieghi questo ai cittadini; spieghi come mai è stata persa l’ennesima occasione, l’ennesimo finanziamento pubblico per il territorio vetrallese”.