Violenza sulla figlia minorenne, arrestato a Viterbo

Postato da Redazione on Mar 4th, 2010 e file sotto Cronaca, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

 Ha commesso la prima violenza sessuale sulla figlia di 12 anni mentre la madre era in ospedale per partorire la loro secondogenita. E ha continuato ad abusare di lei per due anni. E non ha avuto remore neanche a sottoporre la moglie ad ogni tipo di sevizie, facendola finire in piu’ occasioni all’ospedale a causa delle percosse che le infliggeva.
Poi ha imposto il silenzio alla figlia minacciando di uccidere la madre e la sorella piu’ piccola.   E’ il tragico scenario nel quale una ragazzina romena di 12 anni ha vissuto per due, interminabili anni. Con l’aggravante che l’orco in questione era suo padre: un romeno di 40 anni, carpentiere, da tempo residente a Viterbo, arrestato la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile diretti da Fabio Zampaglione. Nei suoi confronti, al termine di una delicata indagine durata oltre due mesi, il Gip Gaetano Mautone ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata e aggravata, maltrattamenti in famiglia e violenza privata. La ragazzina, non riuscendo piu’ a sopportare i soprusi del padre, ha organizzato la fuga da Viterbo, convincendo la madre a seguirla con la sorellina di 2 anni.
Dopo aver preso contatto con alcuni parenti che vivono in Lombardia, si sono procurate i biglietti del treno e, a gennaio scorso, sono scappate. Una volta a casa dei congiunti, una zia si e’ accorta del grave stato di choc in cui si trovava la dodicenne e l’ha fatta ricoverare in ospedale. E’ li che la ragazzina ha cominciato a confidarsi, prima con la stessa zia e poi con i sanitari del reparto di neuropsichiatria infantile. Venuti a conoscenza della terribile realta’, i medici hanno informato la questura di Viterbo, che ha immediatamente avviato le indagini. Due ispettori della sezione minori della squadra mobile sono andati in Lombardia e, con l’assistenza degli psicologi, hanno ascoltato il racconto della vittima.   ”Mi legava le mani -ha raccontato loro la ragazzina- e mi tappava la bocca con la mano per non farmi gridare. Mi diceva che quello che mi faceva era normale tra padre e figlia”. Le violenze sessuali sono state confermate dagli accertamenti clinici cui e’ stata sottoposta. Il Pm che ha coordinato le indagini, Fabrizio Tucci, ricevuto il rapporto degli investigatori, ha chiesto al Gip l’arresto del romeno. Il magistrato ha quindi emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita la notte scorsa. I poliziotti si sono appostati intorno alla casa di una donna che frequenta da qualche tempo e, quando lo hanno visto entrare, hanno compiuto il blitz. Il romeno ha tentato di resistere, ma e’ stato immobilizzato e arrestato. Ora e rinchiuso nel carcere di Mammagialla a Viterbo. La figlia e la moglie sono invece ancora ricoverate in un
ospedale della Lombardia.

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