“Un velo di silenzio continua a coprire gli atti di violenza contro le donne: è questa la priorità che – come istituzioni e come cittadini – dobbiamo affrontare con più decisione”. Lo dichiara, in una nota, Luigina Di Liegro, assessore alle Politiche sociali e delle sicurezze della Regione Lazio. “È noto, infatti, che la quasi totalità delle violenze subite dalle donne non viene denunciata. Questo perché la stragrande maggioranza dei maltrattamenti, degli stupri, delle intimidazioni avviene all’interno della propria casa, ad opera di mariti, padri, fidanzati, parenti. Una violenza perpetrata da maschi di ogni età, ceto sociale, nazionalità. La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, allora, deve servire per rilanciare una politica che, da una parte, sostenga le vittime e, dall’altra, agisca sulla testa delle persone, attraverso azioni di prevenzione, progetti nelle scuole, campagne di informazione e manifestazioni”. “La Regione Lazio – nota Di Liegro – è impegnata da tempo in favore delle donne che subiscono violenza, cercando di attuare questa politica. Sta per essere avviato nella provincia di Viterbo un progetto sperimentale sulla ‘giustizia riparativa’ con il quale, oltre a dare ascolto alle diverse voci sui vari tipi di violenza, si vorrebbe cercare di mettere in contatto ‘vittime’ e ‘autori dei reati’, attraverso l’azione specifica di mediatori adeguatamente formati. Inoltre – continua Di Liegro – sono stati istituiti sul territorio regionale 10 centri antiviolenza. Un nuovo centro sta per nascere a Viterbo. Sono strutture che offrono sia ospitalità che orientamento legale, consulenza psicologica e assistenza sociale. Qui le donne vittime di reati possono trovare l’ambiente adatto per affrontare il faticoso e difficile percorso della denuncia, ma anche per ricostruire un senso di autostima e fiducia – in sé e verso gli altri – il più delle volte annientato dai soprusi subiti. Per questi centri la Regione aveva stanziato, nel bilancio 2009, 2 milioni di euro, ridotti a 1,4 milioni a causa dei tagli decisi in Finanziaria. È nostra intenzione destinare 50mila euro a ognuno dei 10 centri già esistenti, potenziandone così l’attività, e i 900mila euro restanti a un bando rivolto alle Province per l’istituzione di nuovi centri antiviolenza, soprattutto nelle zone della regione più scoperte”. “In aiuto delle donne vittime di violenza si sono attivati anche i consultori – afferma l’assessore – Sia nel 2008 che nel 2009 abbiamo finanziato progetti sperimentali e innovativi che offrono ascolto, sostegno, prevenzione e cura in relazione a fenomeni di violenza e maltrattamento a danno di donne e minori. Questi interventi promuovono una cultura del rispetto della persona e del genere femminile e perseguono l’emersione del sommerso su fenomeni quali pedofilia, abuso, incesto, violenza e maltrattamento, anche aiutando i soggetti deboli a essere più consapevoli della propria dignità e dei propri diritti”. “Ma la moltiplicazione di centri e strutture di vario genere non è efficace se non c’è coordinamento – continua l’assessore – Proprio per questo nel 2009 abbiamo stanziato anche 1,5 milioni di euro per l’attuazione, da parte delle Asl, di progetti distrettuali di messa in rete dei servizi che operano in favore di donne e minori vittime di maltrattamento o violenza. In ogni Distretto socio-sanitario è, ora, previsto che un consultorio eserciti la funzione di centro di coordinamento e sia il punto di riferimento principale per queste persone, con un accesso facilitato e una accoglienza qualificata”.