Nasce dal titolo dell’ultimo saggio di Marcello Veneziani il titolo dell’appuntamento di giovedì 2 Settembre al Gran Caffè Schenardi, alle 21.30, per gli eventi culturali di Viterbo Festival.
Soddisfatta la direttrice artistica della rassegna Francesca Motti Pietropaolo, che riesce a far tornare di anno in anno ospiti di qualità per la sezione del Festival “Anima Mundi” ideata e condotta con Gabriele La Porta, filosofo e già direttore di Rai Notte.
Sarà quindi “Amor Fati” il tema del dialogo tra Marcello Veneziani e Rocco Buttiglione, che per Viterbo Festival torna al suo antico amore per la filosofia e la letteratura e presenzia nelle vesti di colto professore per raccontare l’ “amor fati”.
Termine latino che significa “amore per il destino”, nella filosofia di Nietzsche era l’atteggiamento proprio dell’oltre-uomo che accetta entusiasticamente, fino a desiderarlo, il carattere arbitrario degli eventi. Concetto che spinge Marcello Veneziani a rifiutarne la visione consolatoria, spostando la chiave di lettura “ad altezza d’uomo” e passando dal fato in sé – entità metafisica e solenne – ai suoi amanti, ovvero a chi davanti al tramonto di storia, fede e pensiero non finge che nulla sia accaduto, non vuol tornare indietro e nemmeno si congratula per la liberazione avvenuta, ma riparte dal pensiero in relazione alla realtà e alla presente tabula rasa, in un tentativo di superare Nietzsche e il nichilismo, riallacciandosi ai classici e alla tradizione neoplatonica, fino a Simone Weil e a Maria Zambrano.
<< Occorre guardare alla cultura come a un bene primario della vita e sostenerla anche in tempo di crisi. Il relativismo va combattuto. Ho cominciato a riflettere in un’epoca in cui la nostra cultura aggrediva altre culture e a quel tempo mi sono eretto a loro difensore e testimone, oggi ho l’impressione che il movimento si sia invertito. >>
Rocco Buttiglione • già Ministro dei Beni Culturali
<< Nel senso corrente, il destino è pensato come un crudele gendarme che strappa alla vita inchioda a una sorte. In realtà il destino radica l’essere nell’avvenire, dà senso all’accadere, connette l’esistenza a un disegno e a una persistenza. Essere è avere un destino.
Si sta lentamente facendo strada nel nostro paese la considerazione della cultura come fattore di crescita civile e di coesione sociale. Superata l’epoca delle ideologie, la cultura sembrava apparire un’incresciosa marginalità. La fioritura di eventi, festival, rassegne sono oggi un segnale promettente. E’ questa la ragione per cui partecipo volentieri a eventi come il Viterbo Festival, di cui sono diventato un assiduo ospite e mi sento ormai un amico della manifestazione e della sua promotrice Francesca Pietropaolo. Una città piena di arte e di storia come Viterbo non può non scommettere su iniziative fondate sulla promozione della cultura.>>
Marcello Veneziani • Membro del “Comitato Amici di Viterbo Festival”
<< Il gradito ritorno del Professor Buttiglione e di Marcello Veneziani è un onore per Viterbo Festival, ma soprattutto dà significato alla nostra ormai quasi ventennale presenza sul territorio, che è un investimento e una scommessa: quella di riuscire sempre a proporre appuntamenti di qualità, non solo con l’aiuto della contribuzione pubblica ma anche con il sostegno dei tanti amici, intellettuali, giornalisti o più semplicemente “pensatori” italiani, una qualifica che appare scontata ma non lo è affatto, soprattutto nel deserto di ghiaccio che sta attraversando la nostra cultura in nome del relativismo etico. Per questo ringrazio sentitamente il Comune e la Provincia per il confermato sostegno e, insieme, gli amici Claudio Taglia, Gian Maria Santucci e Giuseppe Fraticelli, impegnati come noi in quella che è ormai una vera e propria battaglia contro il nichilismo dei tempi moderni, per affermare una cultura dell’intelligenza e dei valori contro quella imperante del consumismo sfrenato.>>
Francesca Motti Pietropaolo • Direttore artistico Viterbo Festival
