A dare indicazioni concrete su come migliorare la professionalità degli operatori che lavorano presso i consultori famigliari della Regione Lazio è stato il convegno ‘Professione e calore umano nell’accoglienza consultoriale’ che si è svolto oggi, presso la sede dell’Agenzia per lo Sviluppo delle Amministrazioni Pubbliche (Asap).
Il convegno è servito così a fare un primo bilancio sui risultati ottenuti dai partecipanti ai corsi di formazione per operatori del settore, iniziati lo scorso novembre.
Durante l’incontro è stato anche presentato il ‘Decalogo dell’accoglienza’ messo a punto dagli stessi partecipanti, che sarà uno strumento utile per l’attività degli operatori.
Fino ad oggi, ai corsi hanno preso parte 200 operatori; sono state già attivate 8 classi a Roma (dalla ASL RM A alla ASL RM H) e da marzo partiranno le attività nelle province (una a Latina, due a Frosinone, una a Rieti ed una a Viterbo). Parteciperanno in totale 334 operatori impegnati nei 167 consultori della Regione Lazio e i corsi sono stati realizzati dall’Agenzia per lo sviluppo delle amministrazioni Pubbliche (ASAP), ente strumentale della Regione Lazio che opera da anni per assicurare l’innovazione organizzativa, la formazione, l’aggiornamento, la qualificazione del personale che opera presso gli enti pubblici”. Così in una nota della Regione.
“Questi corsi – dichiara Luigina Di Liegro, assessore alle Politiche sociali e delle sicurezze della Regione Lazio – rientrano negli interventi che la Regione Lazio porta avanti per il miglioramento della qualità dei servizi dei consultori familiari e della sperimentazione di azioni innovative sul territorio. Tra il 2007 e il 2009, l’assessorato ha investito nei consultori quasi 18 milioni di euro per incentivare nuovi progetti nei consultori, per potenziare interventi di riqualificazione dei servizi e piani di informatizzazione delle strutture presenti nella regione”.
“Bisogna continuare l’azione di rilancio delle competenze e dei servizi già avviata, soprattutto per quanto riguarda le funzioni di supporto
familiare (alla genitorialità, rispetto ai conflitti di coppia, per le fasi più critiche della crescita dei figli e nei casi in cui si manifesta una difficile integrazione scolastica e sociale) e, in secondo luogo, di prevenzione al maltrattamento e alla violenza nelle famiglie e di aiuto alle vittime. I consultori devono diventare un vero e proprio punto di riferimento e di accoglienza per tutti i cittadini, anche quelli stranieri che spesso non sanno dove richiedere un supporto socio sanitario sul territorio. Tutto questo richiede ridefinizione degli obiettivi, formazione degli operatori, presenza di mediatori culturali, nuove progettualità, messa in rete dei consultori e sinergie con gli altri attori del territorio. È necessario – conclude Di Liegro – quindi continuare a investire anche nella formazione degli operatori che sono uno strumento fondamentale per offrire ai cittadini non solo un servizio di qualità in ambito sociosanitario, ma anche il calore umano dell’accoglienza e il sostegno solidaristico nel momento del bisogno”.