Il commissario tecnico della Nazionale italiana di nuoto, Alberto Castagnetti, è morto. Aveva 66 anni ed era stato operato nei giorni scorsi al cuore. Si è spento nella sua abitazione di Albizzano, frazione di Negrar nel Veronese. Era nato a Verona il 3 febbraio 1943.
Dopo una carriera da nuotatore – aveva partecipato tra l’altro alle Olimpiadi di Monaco del 1972 ed ai Mondiali di Belgrado nel 1973 – aveva assunto nel 1987 l’incarico ci commissario tecnico della Nazionale italiana. Nei giorni scorsi era stato sottoposto ad un intervento chirurgico al cuore programmato da tempo. La moglie Isabella era uscita e, al rientro in casa, lo ha trovato morto. Il ct del nuoto azzurro lascia quattro figli (due dal primo e due dal secondo matrimonio).
“Sono choccato, incredulo, fatico a trovare le parole. In questo drammatico momento il mio primo pensiero è rivolto alla famiglia, alla quale a nome dello sport italiano porgo le più sentite condoglianze”. E’ il primo commento del presidente del Coni Gianni Petrucci. “Non è un mistero che Castagnetti era una persona che stimavo come uomo e come tecnico. Non sono io a dover ricordare i suoi successi e le medaglie che ha regalato allo sport italiano, che sono sotto gli occhi di tutti. Oggi abbiamo perso un campione al quale tutti dobbiamo riconoscenza per le emozioni che ci ha regalato. Addio Alberto, ci mancherai”.
“Sono scioccata, è una notizia che mi lascia sconvolta”, dice a caldo la campionessa olimpica Federica Pellegrini. “La notizia – ha detto, molto emozionata, la Pellegrini – si é rincorsa come un tam tam e in questo momento non trovo le parole”.
“Questo è uno dei giorni più brutti della mia carriera. Ho perso medaglie importanti, finali olimpiche ma mai ho sentito un vuoto così, un senso di abbandono. Ho perso un amico, una persona verso la quale nutrivo una grandissima stima”, dice Massimiliano Rosolino. “Era un duro, era l’allenatore dei duri e lo è stato fino all’ultima vasca”, ha aggiunto.
“Mi mancherà non tanto il tecnico quanto l’uomo. Castagnetti era una persona con la quale era piacevole conversare di tanti argomenti, non soltanto di sport”, ha dichiarato il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi. “E’ stato un genio da Commissario Tecnico – sottolinea – e ci ha fatto gioire come nessun altro nella storia del nuoto. Avevamo tanti progetti per il futuro, tante idee da sviluppare. Con la sua improvvisa scomparsa, Alberto lascia un vuoto incolmabile nel Coni, nella Federazione, nei suoi atleti. E noi che gli abbiamo voluto bene ci sentiamo tutti più soli”.
La Federazione Italiana Nuoto è attonita. “Sono ammutolito – commenta il presidente della Fin Paolo Barelli - Non riesco a pensare che un compagno di viaggio, ancor prima delle Olimpiadi del 1972, con cui ho diviso gran parte della mia carriera sportivo-dirigenziale sin dagli Assoluti e dalla staffetta 4×100 stile libero, mi lasci solo. E con me tutti gli amici a cui ha trasmesso amore e passione sconfinati per il nostro sport”. “Eravamo in continuo contatto – ha proseguito Barelli – e lo aspettavamo a bordo vasca con il solito sorriso e il cronometro in mano per continuare a condurre il nuoto italiano dopo quella che doveva essere una breve pausa. Invece non sarà così. Siamo atterriti. Mi stringo forte alla famiglia, a cui la Federazione non farà mai mancare il suo affetto”.
Fonte:Ansa