Il coordinamento donne del Pd Vetralla scende in piazza a Roma, sabato 28 novembre, al corteo nazionale contro la violenza sulle donne. Si è celebrata, infatti il 25 novembre scorso la “giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, istituita con la risoluzione dell’Onu 54/134 nel 1999, al fine di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile, per far uscire dal silenzio la drammatica situazione in cui troppe donne, ancora oggi versano. E non è un caso che la data scelta dalle Nazioni Unite per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne sia il 25 novembre. “Fu proprio quello – ricorda Elisa Mancinelli del coordinamento donne Pd Vetralla – il giorno in cui, nel 1960 vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Data, quella, diventata simbolo ed emblema dell’atto di accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne”. “Riteniamo doveroso – spiegano le donne del coordinamento vetrallese – partecipare attivamente alla manifestazione di sabato. Perché la violenza esercitata sul corpo femminile, pare sia un argomento che sembra esaurirsi, nonostante la cronaca, quasi quotidianamente, racconta violenze di genere. Sia che si tratti – continuano – di molestie, aggressioni o omicidi. In un’unica parola, femminicidio”. “La nostra presenza al corteo di sabato – spiegano Nicoletta Brama, Elisa Mancinelli, Luisa Di Michele, Valentina Ravarotto, Mercedes Cecchini, Carla Bagnaia – vuole richiamare l’attenzione a manifestare per tutte quelle donne che sentono aumentare esponenzialmente gli attacchi alla nostra autodeterminazione e alla nostra dignità, dentro una crisi economica che mostra, con chiarezza, come la violenza sessista abbia molte facce. Vogliamo ribadire, in ogni occasione, il diritto di essere tutelate dalla legge, come prevede la Costituzione, sottolineando pure come una legge tardiva sulla violenza sessuale, che da poco tempo ha sostituito l’aberrante affermazione che lo stupro era ‘solo’ un delitto contro la morale, è tanto più necessaria in tempi come questi. Dove, a un problema che è squisitamente culturale, spesso si risponde con norme che hanno soprattutto lo scopo di indicare negli stranieri i mostri da cacciare”. Se, da un lato, è vero che le leggi non bastano a fare il salto culturale necessario al Paese, dall’altro è altrettanto doveroso constatare che senza le leggi nemmeno si comincia ad andare in quella direzione. “Da non sottovalutare, ancora, il preoccupante intento, in corso al Senato – spiegano ancora dal coordinamento -, di fermare la procedura di immissione in commercio della RU 486, che rappresenterebbe un penoso rallentamento nell’affermazione dei diritti delle donne in Italia, aggravato dalla volontà di metterla in discussione pure a livello europeo”. Pieno sostegno al coordinamento donne del Pd Vetralla – che dopo il corteo parteciperanno alla retrospettiva pomeridiana della terza edizione del “Visioni Fuori Raccordo Film Festival, il festival per le periferie (a Roma, presso il cinema L’Aquila, fino al 29 novembre) dal titolo “Una casa tutta per se. Le donne, la lotta per la casa e le altre conquiste” di Luigi Zampa – viene dato da Giulia Arcangeli, vice coordinatrice provinciale del Pd Viterbo. “Non è mai troppo parlare di violenza sulle donne – dice la Arcangeli -. A dimostrarlo, ci sono i numeri. Proprio l’altro ieri il Sole 24 Ore, alla vigilia della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, scriveva che ‘in Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, nella sua vita è stata vittima della violenza di un uomo. Secondo i dati Istat, sempre citati da Il Sole 24 Ore- sono 6,743 milioni le donne che hanno subito aggressioni durante una relazione o dopo averla troncata’. Violenze domestiche, soprattutto, a danno di mogli e fidanzate. Bisogna alzare la voce. Impegnarci per mettere fine a questo femminicidio, Educando al rispetto delle donne. Il primo e complicato passo per cercare di invertire questa tragica tendenza”.